Il piano di Vanoli per far uscire la Fiorentina dalla crisi: tutte le mosse

Dal senso di appartenenza al recupero dei giocatori, primo tra tutti Fagioli: i dettagli
Francesco Gensini

Un ordine preciso non c’è, ma sono tante, tantissime le cose da fare per Paolo Vanoli. Da domani quando il gruppo tornerà ad allenarsi, dopo i due giorni di riposo concessi dal nuovo tecnico viola in concomitanza con la sosta: il tecnico ex Torino non vede l’ora e sembra di vederlo impaziente dentro al Viola Park - anche senza Ranieri e compagni - sia ieri che oggi per prendere confidenza con la struttura, capire e programmare. C’è da portare la Fiorentina fuori dalle sabbie mobili di una classifica che l’ha risucchiata subito in fondo e la sta maledettamente tenendo lì dopo undici giornate, cinque punti e zero vittorie. Tantissime cose da fare: mettiamole in fila. 

Fiorentina, la preparazione 

Intanto, saranno due allenamenti al giorno e questa è la conferma implicita che Vanoli interverrà a fondo sull’aspetto atletico: aggiungere, intensificare, crescere. Sono tutti verbi di quantità per garantire forza e velocità a una squadra che non è mai stata brillante in questi tre mesi, che ha poca gamba per andare addosso all’avversario, che corre poco senza o con il pallone (14esima in questa classifica). «Dobbiamo migliorare a livello fisico – ha detto Piccoli a fine gara a Genova - perché sul finire delle partite caliamo sempre. Vanoli ci ha già detto che saranno due settimane impegnative». Appunto. 

Identità 

Una gara di determinazione e nerbo, di spinta e agonismo la fai se sei convinto di poterla fare e così siamo a un altro punto fondamentale del programma di Vanoli: dare un’identità precisa ai suoi per essere Fiorentina sempre e comunque, contro qualsiasi avversario e in qualsiasi situazione. Lo impone per primo l’ultimo posto, da cui se ne viene fuori prima ancora con il carattere che con il gioco. 

Sistema 

L'allenatore viola valuterà se mettere mano anche al 3-5-2 che è un po’ il suo marchio di fabbrica, ma che questa Fiorentina non sembra più in grado di sopportare soprattutto nei tre dietro. A Venezia e a Torino aveva svoltato sul 4-2-3-1 o sul 4-3-3 che qui non è possibile per la mancanza di esterni d’attacco, però il 4-3-2-1 o il rombo a centrocampo sono alternative percorribili.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Fiorentina

Recupero  

Non è stata solo la difesa a mancare finora: il centrocampo, per dire, ha poche idee che diventano poca qualità nella costruzione del gioco. Serve incrementare le prime per incentivare il secondo a tutto beneficio di passaggi, cross e assist per gli attaccanti, e allora sommando insieme le une e le altre è indispensabile il recupero di Nicolò Fagioli che ha i piedi e la visione migliori tra tutti i centrocampisti. 

Undici 

È la regola non scritta quando le cose vanno male e nella Fiorentina di campionato finora non sono andate male, ma malissimo: scegliere una formazione titolare e su quella puntare deciso e senza condizionamenti. Quando si riparte, Juventus-Atalanta-Sassuolo è un trittico di partite che lo merita. Anzi, lo richiede. 

Appartenenza 

Tutti sì importanti i calciatori, ma qualcuno di più. De Gea e Gosens, Mandragora e Gudmundsson, Dzeko e Kean, ad esempio. Per esperienza, leadership, attitudine alle sfide, e a loro chiedere di farsi promotori del salvataggio della Fiorentina. In campo e nello spogli atoio, con i fatti e a parole, non ultimo per ritrovare il rapporto con i tifosi viola. 

 

 

 


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Un ordine preciso non c’è, ma sono tante, tantissime le cose da fare per Paolo Vanoli. Da domani quando il gruppo tornerà ad allenarsi, dopo i due giorni di riposo concessi dal nuovo tecnico viola in concomitanza con la sosta: il tecnico ex Torino non vede l’ora e sembra di vederlo impaziente dentro al Viola Park - anche senza Ranieri e compagni - sia ieri che oggi per prendere confidenza con la struttura, capire e programmare. C’è da portare la Fiorentina fuori dalle sabbie mobili di una classifica che l’ha risucchiata subito in fondo e la sta maledettamente tenendo lì dopo undici giornate, cinque punti e zero vittorie. Tantissime cose da fare: mettiamole in fila. 

Fiorentina, la preparazione 

Intanto, saranno due allenamenti al giorno e questa è la conferma implicita che Vanoli interverrà a fondo sull’aspetto atletico: aggiungere, intensificare, crescere. Sono tutti verbi di quantità per garantire forza e velocità a una squadra che non è mai stata brillante in questi tre mesi, che ha poca gamba per andare addosso all’avversario, che corre poco senza o con il pallone (14esima in questa classifica). «Dobbiamo migliorare a livello fisico – ha detto Piccoli a fine gara a Genova - perché sul finire delle partite caliamo sempre. Vanoli ci ha già detto che saranno due settimane impegnative». Appunto. 

Identità 

Una gara di determinazione e nerbo, di spinta e agonismo la fai se sei convinto di poterla fare e così siamo a un altro punto fondamentale del programma di Vanoli: dare un’identità precisa ai suoi per essere Fiorentina sempre e comunque, contro qualsiasi avversario e in qualsiasi situazione. Lo impone per primo l’ultimo posto, da cui se ne viene fuori prima ancora con il carattere che con il gioco. 

Sistema 

L'allenatore viola valuterà se mettere mano anche al 3-5-2 che è un po’ il suo marchio di fabbrica, ma che questa Fiorentina non sembra più in grado di sopportare soprattutto nei tre dietro. A Venezia e a Torino aveva svoltato sul 4-2-3-1 o sul 4-3-3 che qui non è possibile per la mancanza di esterni d’attacco, però il 4-3-2-1 o il rombo a centrocampo sono alternative percorribili.


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