Il piano di Vanoli per far uscire la Fiorentina dalla crisi: tutte le mosse
Un ordine preciso non c’è, ma sono tante, tantissime le cose da fare per Paolo Vanoli. Da domani quando il gruppo tornerà ad allenarsi, dopo i due giorni di riposo concessi dal nuovo tecnico viola in concomitanza con la sosta: il tecnico ex Torino non vede l’ora e sembra di vederlo impaziente dentro al Viola Park - anche senza Ranieri e compagni - sia ieri che oggi per prendere confidenza con la struttura, capire e programmare. C’è da portare la Fiorentina fuori dalle sabbie mobili di una classifica che l’ha risucchiata subito in fondo e la sta maledettamente tenendo lì dopo undici giornate, cinque punti e zero vittorie. Tantissime cose da fare: mettiamole in fila.
Fiorentina, la preparazione
Intanto, saranno due allenamenti al giorno e questa è la conferma implicita che Vanoli interverrà a fondo sull’aspetto atletico: aggiungere, intensificare, crescere. Sono tutti verbi di quantità per garantire forza e velocità a una squadra che non è mai stata brillante in questi tre mesi, che ha poca gamba per andare addosso all’avversario, che corre poco senza o con il pallone (14esima in questa classifica). «Dobbiamo migliorare a livello fisico – ha detto Piccoli a fine gara a Genova - perché sul finire delle partite caliamo sempre. Vanoli ci ha già detto che saranno due settimane impegnative». Appunto.
Identità
Una gara di determinazione e nerbo, di spinta e agonismo la fai se sei convinto di poterla fare e così siamo a un altro punto fondamentale del programma di Vanoli: dare un’identità precisa ai suoi per essere Fiorentina sempre e comunque, contro qualsiasi avversario e in qualsiasi situazione. Lo impone per primo l’ultimo posto, da cui se ne viene fuori prima ancora con il carattere che con il gioco.
Sistema
L'allenatore viola valuterà se mettere mano anche al 3-5-2 che è un po’ il suo marchio di fabbrica, ma che questa Fiorentina non sembra più in grado di sopportare soprattutto nei tre dietro. A Venezia e a Torino aveva svoltato sul 4-2-3-1 o sul 4-3-3 che qui non è possibile per la mancanza di esterni d’attacco, però il 4-3-2-1 o il rombo a centrocampo sono alternative percorribili.
