Grosso: “Essere alla Fiorentina un orgoglio, la proprietà vuole costruire qualcosa di bello”

La conferenza stampa di presentazione del nuovo alleantore del club viola

È il giorno di Fabio Grosso alla Fiorentina. Qualche settimana fa l'ufficialità dell'incarico come nuovo allenatore del club viola, oggi la presentazione davanti alla stampa. Guarda caso, a vent'anni precisi dalla vittoria dell'Italia al Mondiale del 2006, in cui fu uno dei protagonisti. Introdotto dal direttore generale Alessandro Ferrari, il tecnico ha cominciato così: "La Fiorentina è un club storico e allenarla è motivo di orgoglio. Voglio ringraziare anche il Sassuolo con cui ho trascorso due anni bellissimi, con un percorso importante che mi ha permesso di essere qui. Sono passati 20 anni da quel rigore, ma rimangono sempre d'attualità, a prescindere dai risultati sportivi. Il livello che abbiamo toccato è stato così alto che è rimasto nelle pagine di storie. Nel frattempo ho cambiato lavoro, essere tecnico o giocatore è completamente diverso, dove sto cercando di essere migliore".

Fiorentina, la conferenza di presentazione di Grosso

L'obiettivo è chiaro, immaginare una Fiorentina e un progetto a lungo termine: "Stiamo cercando di mettere dei tasselli e di far crescere sotto tanti punti di vista questo club, per avere una Fiorentina competitiva e duratura. Vincere un trofeo? Ovviamente è nel sogno di tutti. Le emozioni per me sono determinanti, spostano le situazioni. Io vivo di emozioni. [...] Oggi siamo al giorno 1, dobbiamo ancora fare tanto, voglio conoscere i ragazzi e capire cosa sentono. Trasmettere loro la responsabilità di rendere orgoglioso un tifo come quello di Firenze".


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Grosso: "Su Atta, Kean e Fagioli..."

Grosso ha poi continuato: "Vorrei fare qualcosa di bello, rendere la Fiorentina una squadra protagonista del nostro campionato. Mi piace immaginare cosa vorrei diventare, dove vorrei andare, farlo ti aiuta a schiarire la strada per perseguire questi obiettivo. Certo serviranno i fatti, più che le parole". Sul mercato in entrate e in uscita si è espresso così: "Stiamo facendo le ultime cose, anche se le cose sono in continua evoluzione e anche oggi ci dovrebbero essere delle novità. Atta? Per me è un giocatore molto forte con grande potenziale. Io immagino nel ruolo di mezz'ala sinistra. In base ai giocatori con cui riusciremo a creare la rosa capiremo le loro caratteristiche. Io cercherò di esaltare le qualità dei ragazzi. Di Viery e Dragusin sono informato e mi fido del Direttore". Queste invece le parole su Kean e Fagioli: "Kean è uno che ha bruciato le tappe perché ha doti fisiche e tecniche. Ha sempre avuto grande ambizione di diventare un giocatore mondiale. Non vedo l'ora di riparlarci: per me è un giocatore importante di questa squadra. Anche Fagioli ha qualità altissime e può fare ancora grandi miglioramenti in fase di costruzione. Parliamo di un ragazzo che ho sempre piacere di rivedere perché lo ammiro tanto. Anche lui è importante per questa squadra".


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Capitano e modulo

Infine, sul capitano della squadra e il modulo: "Sarà una delle tante decisioni importante. Prima mi piacerebbe conoscerli, sentire le loro motivazioni che devono essere altissime. Voglio capire chi sente e chi ha voglia di portare avanti questi valori. [...] L'idea chiara di come costruire la Fiorentina c'è ed è quella di affidarsi al 4-3-3, poi chiaramente ci sono delle caratteristiche o delle situazioni che possono portare a dei cambiamenti".


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È il giorno di Fabio Grosso alla Fiorentina. Qualche settimana fa l'ufficialità dell'incarico come nuovo allenatore del club viola, oggi la presentazione davanti alla stampa. Guarda caso, a vent'anni precisi dalla vittoria dell'Italia al Mondiale del 2006, in cui fu uno dei protagonisti. Introdotto dal direttore generale Alessandro Ferrari, il tecnico ha cominciato così: "La Fiorentina è un club storico e allenarla è motivo di orgoglio. Voglio ringraziare anche il Sassuolo con cui ho trascorso due anni bellissimi, con un percorso importante che mi ha permesso di essere qui. Sono passati 20 anni da quel rigore, ma rimangono sempre d'attualità, a prescindere dai risultati sportivi. Il livello che abbiamo toccato è stato così alto che è rimasto nelle pagine di storie. Nel frattempo ho cambiato lavoro, essere tecnico o giocatore è completamente diverso, dove sto cercando di essere migliore".

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L'obiettivo è chiaro, immaginare una Fiorentina e un progetto a lungo termine: "Stiamo cercando di mettere dei tasselli e di far crescere sotto tanti punti di vista questo club, per avere una Fiorentina competitiva e duratura. Vincere un trofeo? Ovviamente è nel sogno di tutti. Le emozioni per me sono determinanti, spostano le situazioni. Io vivo di emozioni. [...] Oggi siamo al giorno 1, dobbiamo ancora fare tanto, voglio conoscere i ragazzi e capire cosa sentono. Trasmettere loro la responsabilità di rendere orgoglioso un tifo come quello di Firenze".


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