Kean, clausola scaduta: ora la Fiorentina lo cede solo per 40 milioni

Che ne sarà dell'attaccante? Il classe 2000 non ha chiesto di andare via: la situazione
Francesco Gensini
Francesco Gensini

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Pubblicato il 17.07.2026, 09:56

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Intanto, la clausola è passata. Non era una preoccupazione e nemmeno un’opportunità, di sicuro un modo (uno dei) per decidere il destino di Kean, ma nessuno come ampiamente previsto ha soddisfatto i sessantadue milioni lì inseriti e adesso questo destino ce l’ha in mano la Fiorentina. Con Moise stesso, chiaramente, perché certe decisioni si prendono da sempre e sempre in due e figuriamoci adesso nel rapporto tra club e calciatore che va ben al di là del vincolo-non più vincolo del contratto. Quindi, in soldoni, che ne sarà di Kean?

Moise viola

Detto con tutto il rispetto e poi spostando la domanda sulla questione che più conta: quella tecnica. La risposta si appoggia su una base che non è data solo dalla clausola ormai passata: Kean è il centravanti della Fiorentina, né così scontato e né banale a dirsi, in quanto espressione della volontà di Paratici, che l’ha visto crescere e diventare uomo e calciatore (e il secondo l’ha anche ceduto), di Grosso che l’ha allenato nella Primavera della Juventus e di Moise stesso che, giusto per essere chiari, di andarsene da Firenze non l’ha chiesto. La risposta però non soddisfa comunque la domanda, perché il mercato e tutto quello che gli gira intorno propone una serie di dinamiche difficili da neutralizzare alla metà di luglio. Da una parte l’eventuale offerta di una società interessata a Kean, ma non dev’essere sotto i quaranta milioni altrimenti la Fiorentina non la prende neppure in considerazione, dall’altra lo sviluppo delle trattative portate avanti dal club viola che, mai ad ampio respiro come quest’estate, non escludono una rivoluzione in ogni reparto. Attacco e Kean compresi.

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Uno o l'altro

Per restare in tema, l’obiettivo si chiama Arokodare: con Piccoli destinato a partire, il centravanti del Wolverhampton ha status da extracomunitario e andrebbe ad occupare l’ultimo slot riservato dopo l’arrivo di Viery, e siccome con identici contorni legati al tesseramento c’è in ballo anche Oulai del Trabzonspor che è a sua volta obiettivo ancora più forte di Paratici (ma il direttore sportivo viola è uno che non accetta aste o tiramolla sfiancanti e ci mette un attimo ad abbandonare una trattativa andando a colpo sicuro su un’altra), Arokodare non potrebbe essere certo considerato un vice Kean. A proposito di Oulai e d’interesse: rimane bella salda la presa della Fiorentina (per ora), ma rimane anche la distanza tra i diciassette-diciannove milioni offerti dai viola per il settanta per cento del cartellino e i venticinque più bonus e aggiunte varie per andare oltre i trenta chiesti dal Trabzonspor. Quindi, tornando al discorso precedente, Thorstvedt è lì sullo sfondo del centrocampo e neanche tanto defilato. Infine, per niente sullo sfondo è la necessità di dare a Grosso l’esterno offensivo, anzi gli esterni, visto che ne servono almeno tre nuovi: e da Bakayoko a Lang passando per Koleosho, Volpato, Solomon e l’immancabile nome a sorpresa, arriveranno rinforzi di spicco anche lì. Forse perfino prima.