Disastro Fiorentina, è molto peggio dell’anno scorso: i tifosi non hanno più pazienza
Peggio dell’anno scorso. Molto peggio. Alla terza giornata la squadra di Pioli non era ancora ultima, aveva due punti, segnato due gol e presi quattro. Quella di Grosso è ultima con zero punti, ha segnato un gol, ne ha presi nove.
Fiorentina, dopo tre giornate è già un disastro
Ma è peggio per altri due motivi. Il primo è l’enorme investimento sul mercato: per ora nessuno dei tredici nuovi acquisti, escluso Pellegrino per il gol (solo per il gol), ha dimostrato di valere quanto è stato pagato. Il secondo è ambientale: bruciata dall’esperienza della stagione scorsa, ora la gente non ha più pazienza e già ieri pomeriggio, fra i fischi e gli insulti ai giocatori, la curva ha invitato l’allenatore a “saltare” la panchina. Siamo alla terza giornata e intorno alla Fiorentina è un disastro.
Alla squadra di Grosso manca tutto
Una squadra per definirsi tale ha bisogno essenzialmente di un gioco (non c’è), di carattere (non c’è), personalità (non c’è), un leader (non c’è), entusiasmo (c’è l’opposto: depressione), un’idea (non c’è), un insieme (non c’è), un po’ di rabbia (non c’è: il 2-1 è arrivato a 13' dalla fine, la reazione dei viola è finita dentro a una tazza di camomilla). Servirebbe pure una buona condizione fisica e non c’è manco quella, sul piano della corsa la Roma, il Frosinone e il Torino hanno mangiato la Fiorentina. Qui si può fare una rapida riflessione: un anno fa la squadra aveva lo stesso problema, non era resistente e non era brillante, aveva fatto la preparazione al parco viola a oltre 35 gradi proprio come quest’anno, quando i gradi hanno sfiorato quota 40. Magari era il caso di cambiare sede. Bello il parco viola, ma afoso, molto afoso.
Gol sbagliati e poca compattezza nel ko contro il Torino
Come l’anno scorso siamo di fronte a una non squadra. Le tre sconfitte hanno più o meno la stessa origine, lo spazio che la Fiorentina lascia scoperto fra la difesa e il centrocampo, è lì che anche il Torino ha vinto la partita. Poi, quando sbagli gol clamorosi come è successo col Frosinone (Gudmundsson sullo 0-0, oltre a due pali) e ieri (Mastantuono e Njie al primo minuto) è normale che il pomeriggio diventi complicato. Appena Abate ha annusato il pericolo, ha affidato la squadra a Mandragora, che nessun viola andava a marcare, al contrario di quanto accadeva sul fronte opposto con Fagioli seguito da Vlasic. Nel tentativo di cercare un punto d’equilibrio, per la prima volta Grosso aveva messo Oulai e Fagioli insieme dall’inizio, l’ivoriano è uscito per infortunio a metà primo tempo e in quei 20 minuti non si può dire che l’idea abbia funzionato.
Sblocca la news esclusiva
Mensile
Plus+ Mensile
€ 5,90al meseAbbonati ora- Sito illimitato
- Rinnovo automatico
Il più conveniente
Plus+ Annuale
€ 49,90all'annoAbbonati ora- Sito illimitato
- Rinnovo automatico
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS


