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Udinese, Gotti: "Gli ultimi dieci giorni non sono la normalità"

Il sostituto di Tudor: "Genoa? Ci ho giocato un milione di volte a Marassi, è uno stadio emozionante. Le partite raramente sono lineari, c'è acme, c'è orgasmo, miste a momenti di depressione"

UDINE - Dopo l'esonero di Igor Tudor, l'Udinese si affida a Luca Gotti, tecnico ad interim, che oggi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita col Genoa: "Togliendo l'aspetto personale del guadagnare o perdere, non ha nessuna rilevanza. Non c'entra il 7-1, il 4-0, c'è una partita, quella di Genova, importante per la nostra classifica. Rispetto alle due sconfitte, brutte, pesanti, umilianti dal punto di vista sportivo che hanno provocato l'esonero di Tudor, il mio focus è sul calcio. Togliamo questi discorsi, il gruppo è stato investito da grande pressione. Meno retorica, meno discorsi. La medicina è togliere sovrastrutture e pesantezze. Occuparci di calcio. Quello che è successo negli ultimi dieci giorni non è normalità. Dopo il Torino pensavamo di essere sulla strada giusta, invece si è perso tutto contemporaneamente. Aspetto fisico, tattico, è una cosa che possiamo generalizzare a tutti quelli che sono scesi in campo. La squadra ha dimostrato di non essere quella dell'ultima settimana. Non dobbiamo subire la partita, voglio gente che vuole giocare a calcio, che vuole la palla, che vuole determinare. Voglio la gente che fai gol e giochi a calcio, che lo subisci e continui. Senza dare troppa importanza ad aspetti esterni, dobbiamo pensare al campo. Ci ho giocato un milione di volte a Marassi, è uno stadio emozionante. Le partite raramente sono lineari, c'è acme, c'è orgasmo, miste a momenti di depressione. Noi dobbiamo essere preparati alle difficoltà, ma anche alle opportunità. Questo è quello che condivido con i ragazzi da due giorni".

Sulla possibilità di rimanere il tecnico bianconero anche dopo la sfida col Grifone: "Io resterò, sono un collaboratore tecnico, sono un vice-allenatore un po' atipico. Io non ho l'ambizione di fare il primo allenatore. L'ho fatto per una dozzina di anni, ho avuto una esperienza particolarmente spiacevole che mi ha fatto dire "non voglio fare più questa cosa qua". Questo è un altro lavoro, cambia le relazioni con i giocatori. Ci metto grande professionalità, impegno, è quello che voglio continuare a fare, magari in questa società. Non ho la velleità di fare il primo allenatore. Questi due giorni - e il tempo che sarà necessario per portare a compimento la scelta - me li assumo con serenità, forza, entusiasmo. Non faccio la comparsa". Chiusura sugli avversari: "Credo che le scelte siano già state fatte, credo che Thiago Motta non dia molta importanza ai numeri, non ci saranno grossi cambiamenti rispetto a Brescia o la Juventus. Non è l'ultima partita di campionato, altrimenti sarebbe una partita scontata. Dopo questa ci sono altre 27 partite, dobbiamo darci sicurezze per l'atteggiamento. Questa è la priorità. Cerchiamo di andare in cerca dei presupposti dove si poggia il risultato".

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Lazio 68 Sampdoria 35
Roma 54 Udinese 35
Napoli 52 Torino 34
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