
Perché il Genoa ha confermato De Rossi: ora l’allenatore ha le idee chiare
Ne ha viste troppe nel calcio Daniele De Rossi per non sapere come vanno le cose. La società gli conferma la fiducia, lui sa perfettamente che con la sosta del campionato, per di più così lunga, nessuno si stupirebbe, tantomeno lui, se tutto cambiasse all’improvviso. Da parte sua, però, c’è la convinzione di riuscire a far risalire il Genoa. Proprio perché ne ha viste tante, avendo passato in uno spogliatoio gli ultimi 25 anni, sa che c’è solo una cosa che, davvero, non è ricucibile: se si logora il rapporto tra allenatori e giocatori non c’è niente da fare. Disse anni fa, quando andò via Ranieri e arrivò Montella: «Più facile cambiarne uno che venticinque». Ecco, quando dopo il ko di Parma ha detto di avere la sensazione che il gruppo fosse ancora dalla sua parte De Rossi non mentiva. Se tutto il resto scricchiola, con i calciatori il legame è saldo. Ma, allora, cosa è successo? Come mai il Genoa ha appena un punto classifica e si è reso protagonista di un avvio di campionato storico, ma in senso negativo?
De Rossi, tutto comincia cinque mesi fa
Bisogna tornare ad aprile. È il 19 quando, col successo contro il Pisa, Daniele e il Genoa si salvano. L’aritmetica certezza non c’è, ma di fatto la permanenza in Serie A è sicura. De Rossi va in società e si inizia a programmare la stagione. Mercato, ritiro, amichevoli, i campi da rifare a Pegli. L’idea è quella di vendere un giocatore importante mantenendo l’ossatura della squadra per continuare a investire. Si parla addirittura di provare ad andare in Conference. De Rossi è carico, dice no a tutte le proposte che gli arrivano dall’Italia e dall’estero, fa sapere che solo per “la” chiamata (cioè la Nazionale) lascerebbe un gruppo e una città che gli sono entrati dentro. Col passare delle settimane le cose cambiano: vanno via giocatori, ne arrivano - a fatica - altri e non tutti pronti subito, gli investimenti promessi non ci sono, l’attenzione ai conti diventa maniacale. De Rossi capisce subito, fin dal ritiro di Moena, l’aria che tira e infatti abbassa l’asticella. Basta parlare di Europa, l’obiettivo è la salvezza.
Genoa, con De Rossi verso la Fiorentina
Con il Napoli la squadra gioca bene, meriterebbe almeno il pareggio e invece, con polemiche arbitrali annesse, esce sconfitta da Marassi per 2-0. Le sensazioni sono positive ma da quel momento il Genoa imbocca un tunnel che pare senza uscita: sconfitte con Lazio, Como e Parma, un punto appena contro il Frosinone. Che poi, vedendo come sta giocando la squadra di Alvini, da buttare proprio non è. L’impressione è che, rispetto a un anno fa, quando il carattere di De Rossi è entrato nella testa dei giocatori ancor prima della tattica, adesso ci sia un senso di pesantezza che solo i risultati potrebbero sbloccare. Il 10 ottobre, al Ferraris, arriva la Fiorentina di Vanoli. Che, guarda caso, il nove novembre del 2025 è stata la prima partita di De Rossi da allenatore del Genoa. Adesso Daniele ha tre settimane per far sì che non sia l’ultima. Intanto cambia il team manager: via Christian Vecchia, torna Marco Pellegri.
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
