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Tutti i retroscena della tentata truffa a Inter, Etihad e Baggio

Tutti i retroscena della tentata truffa a Inter, Etihad e Baggio
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L’incredibile vicenda del faccendiere che, per conto dell’Inter e all’insaputa del Codino, voleva aprire l’università del calcio a Roma e sosteneva che la compagnia aerea avrebbe sponsorizzato i nerazzurri

 

mercoledì 3 febbraio 2016 16:39

MILANO - Vantava un’offerta di sponsorizzazione di Etihad per l’Inter. Un affare da 25 milioni che avrebbero potuto far decollare il mercato nerazzurro. In realtà, si sarebbe rivelato soltanto una truffa. Protagonista della vicenda è il faccendiere Valerio Lattanzio che, assieme a un misterioso avvocato, avrebbe raggiunto i vertici della società interista spacciandosi come intermediario di Etihad. Un ruolo, come riporta il Corriere della Sera, assunto per attirare l’interesse e la conoscenza dei dirigenti nerazzurri. L’eco della notizia sarebbe arrivata ai tifosi, ma poco dopo è giunta anche la smentita della compagnia aerea. Per raggiungere la dirigenza interista, il faccendiere si sarebbe servito dell’ex consulente tattico nerazzurro ed ex volto televisivo della Domenica Sportiva, Adriano Bacconi. Lattanzio aveva pianificato anche un altro progetto, stavolta accreditandosi proprio come un intermediario nerazzurro: contattare i proprietari di un grande immobile, un hotel alle porte di Fiumicino, per costruire un'università del calcio, diretta da Roberto Baggio, il quale naturalmente non sapeva nulla di nulla. Si sarebbe rivelata falsa anche quest'operazione. Il tentativo era d’incassare una commissione sulla compravendita. Sulla vicenda indagano i carabinieri e la Procura di Roma.

30 MILIONI - Tutto incomincia nel novembre scorso: Roberto Biordi, proprietario di un bed & breakfast a Roma, presenta una denuncia ai carabinieri e racconta come, dal 24 luglio 2015, abbia affittato una stanza a Valerio Lattanzio, presentatosi quale emissario dell’Inter incaricato di acquistare un immobile a Roma, destinato a diventare sede di un’università dello sport con Roberto Baggio superstar. Lattanzio aggiunge che a saldare il conto del soggiorno sarà proprio il club di Thohir. Dopodiché, chiede a Biordi di aiutarlo nella sua missione in cambio di una futura provvigione. Un hotel a 4 stelle, vicino a Fiumicino, sembra la location ideale: prezzo fissato dai proprietari per la cessione: 30 milioni di euro. Bordi dichiara nella sua denuncia che, nell’hotel, si presentano due uomini dell’Inter: Adriano Bacconi (volto noto della Domenica Sportiva, collaboratore per l'area tecnica, prima di cessare il rapporto con la società) e l'allora direttore generale dell'Inter Marco Fassone (uscito dalla società a settembre per altri motivi), che sembra fosse all'oscuro dell'ipotetica compravendita.

“TENTATIVO DI TRUFFA” - Il 9 novembre 2015, Biordi scopre che Lattanzio ha lasciato il suo bed & breakfast, con un conto in sospeso di 4.520 euro. Biordi presenta denuncia ai carabinieri, mentre il proprietario dell’hotel vicino a Fiumicino, la cui vendita non è mai andata in porto, scrive una mail all’Inter. Oggetto: «Tentativo di truffa». Nel testo, l’albergatore racconta la storia dell’università del calcio e del tentativo di estorcergli denaro, "come acconto - scrive il Corriere della Sera - nella prospettiva di una sicura compravendita da parte della società Inter appoggiata dalla Shuroq, società araba. All'Inter trasecolano: primo perché mai hanno pensato di acquistare un hotel, secondo perché Lattanzio lo conoscono bene.

ETIHAD SMENTISCE - Nel settembre 2015, tramite Bacconi, Lattanzio e un misterioso avvocato (che si dichiara intimo della famiglia reale degli Emirati), si erano presentati ai vertici dell'Inter come intermediari di Etihad. Scopo dell’incontro: sponsorizzazione dell’Inter. "Lattanzio - rivela ancora il quotidiano milanese - fissa la propria commissione (pari al 2,5% per la sponsorizzazione e all'8% per gli affari successivi), poi il 6 ottobre chiede un mandato ufficiale che lo autorizzi a trattare per conto dell'Inter con Etihad; lo ottiene e a questo punto Lattanzio ha più o meno raggiunto il suo scopo: con le lettere firmate dall'Inter si presenterà dall'albergatore. Inizia una lunga serie di contatti e incontri”. La notizia esce sui giornali, ma, il 18 ottobre, Etihad smentisce seccamente ogni interesse a diventare main sponsor dell’Inter. L’Inter scopre la bufala e chiama i carabinieri.

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