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La verità sull’Inter: Thohir, vincere o vendere. Moratti è pronto a tornare

La verità sull’Inter: Thohir, vincere o vendere. Moratti è pronto a tornare
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Da un lato l’indonesiano nega di voler cedere il club, dall’altro conferma che stia cercando nuovi soci in Asia. E un amico dell’ex presidente confida: «Massimo non vede l’ora di tornare al timone»

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di Xavier Jacobelli

giovedì 25 febbraio 2016 16:31

MILANO - Dicono che, in politica, la prima regola sia non credere mai ad una notizia, prima che non sia stata ufficialmente smentita. La tentazione di applicare l'aforisma anche alle vicende interiste è forte, leggendo il comunicato ufficiale diramato stamane dall'Inter, in margine all'odierno consiglio d’amministrazione: "F.C. Internazionale nega categoricamente che il presidente e azionista di maggioranza Erick Thohir stia prendendo in considerazione l'ipotesi di cedere il suo 70% di quote del Club o parte di esso. Come parte della strategia a medio-lungo termine, il Club ha chiesto a Goldman Sachs di vagliare la possibilità di identificare potenziali futuri partner commerciali in Asia. Questa è una cosa logica alla luce della enorme crescita di investimenti nello sport e nel calcio in particolare, in Asia e specificatamente in Cina. Il club continua nelle sue strategie commerciali e sportive. Allo stesso tempo, sta lavorando a stretto contatto con l’Uefa in merito al rispetto dei parametri del fairplay finanziario. L’obiettivo resta il ritorno in Europa per competere ai massimi livelli”.

Tradotto in soldoni: non vendiamo, per ora, ma, siccome i nostri conti sono pesantissimi, stiamo cercando nuovi soci in Asia e specificatamente in Cina. Prima arrivano e meglio è. La verità è che nel novembre 2013, quando il magnate indonesiano ha speso 75 milioni di euro per rilevare il 70% delle azioni nerazzurre, egli non immaginava che due anni e tre mesi dopo si sarebbe ritrovato questa situazione: i 75 milioni sono finiti in conto capitale e quindi non ci sono più; 417 milioni di euro di debiti netti, un passivo 140 milioni di euro quale risultato dell’ultimo esercizio di bilancio, 50 milioni di euro da pagare entro il 30 giugno prossimo salutasse degli obblighi di riscatto sottoscritti in calce a diverse operazioni in entrata delle ultime due sessioni di mercato.

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C’è dell’altro. Ci sono il prestito ottenuto dalle banche sulla base di 230 milioni di euro, dando in pegno beni dell’Inter e il prestito di 108 milioni di euro, erogato al club dallo stesso Thohir a un tasso oscillante fra l’8 e il 9 per cento: se la situazione non cambiasse, anche questi 108 milioni Thohir non li rivedrebbe più, qualora fosse costretto a convertirli in conto capitale. Inoltre, c’è il tetto di 30 milioni di euro quale deficit massimo fissato dall’Uefa, per la stagione in corso, dopo gli accordi stipulati per rispettare il fair play finanziario. Salvo interventi dal cielo, è ipotizzabile che il tetto verrà sfondato il 30 giugno, con tutte le conseguenze del caso.

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Si capisce perché Massimo Moratti divenga sempre più l’ago della bilancia. Domenica sera, a Milano, un importante interlocutore dell’ex presidente, che ne conosce bene umori e passioni interiste, si è lasciato scappare una confidenza: “Massimo non vede l’ora di tornare al comando in società, ma dipende soltanto da Thohir”. Il presidente del Triplete, galvanizzato anche dalla rimpatriata di Mourinho, ufficialmente ripete che nell’Inter continua a stare benone, quale azionista di minoranza nella misura del 29,50 per cento e supertifoso, ma viene dipinto come fortemente preoccupato per la piega che gli eventi stanno prendendo. Per Thohir si profila questo scenario: o la squadra vince almeno la corsa al terzo posto per tornare in Champins, sia pure passando sotto le forche caudine del preliminare o il signore indonesiano dovrà cedere il club, se non sarà riuscito trovare in Asia i partner che cerca.

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