Conte-Inter, parola d'ordine: calma

La dirigenza non è intenzionata a rispondere alle accuse del tecnico dopo il ko contro il Borussia di ieri sera. A due mesi dalla riapertura del mercato, quando saranno cercati rinforzi, l'obiettivo è non creare casi.
Conte-Inter, parola d'ordine: calma© ANSA
Andrea Ramazzotti
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INVIATO A DORTMUND - Il giorno dopo lo sfogo di Antonio Conte la parola d'ordine in viale della Liberazione è non perdere la calma. Le dure parole contro la dirigenza del tecnico di Lecce, non sono state certo accolte con il sorriso sulle labbra dall'ad Marotta e dagli altri manager nerazzurri, ma nessuno all'Inter ha perso la calma. La parola d'ordine è mantenere l'ottimismo e pensare soprattutto all'ottimo primo tempo disputato a Dortmund con l'obiettivo di continuare il processo di crescita del gruppo. Certo, a nessuno ha fatto piacere sentire le accuse dell'allenatore, parole pesanti che hanno sorpreso parecchio la dirigenza, spiazzata di fronte a una simile "offensiva". «Spero che questo tipo di partire facciano capire delle cose a chi le deve capire. Magari vengano i dirigenti a dire qualcosa, io cosa devo dire sempre? Si poteva programmare meglio le cose perché ora gennaio è lontano. Tramite il lavoro mettiamo in difficoltà chiunque, ma anche se le cose si fanno insieme, sono stati fatti errori importanti. Non si possano fare campionato e Champions in queste condizioni: giocano sempre gli stessi e contro il Borussia abbiamo pagato un fattore stanchezza venuto fuori in un campo difficile. C’è poco da nascondersi dietro a un dito ed è inutile fare polemiche. Magari mi sono fidato di alcune situazioni e non avrei dovuto perché questa rosa ha dei limiti» l'attacco di Conte.

Oggi alla ripresa degli allenamenti, come sempre succede, i dirigenti saranno alla Pinetina. Niente riunioni d'urgenza, ma un normale confronto, come era successo anche dopo il pareggio contro il Verona (quando Conte aveva tuonato) e in altre occasioni. Certo in viale della Liberazione constatano che gli sfoghi di Conte stanno iniziando a essere molto frequenti. E a due mesi di distanza dalla riapertura del mercato (quando saranno cercati rinforzi), sono convinti che il clima di tensione non aiuti. Una soluzione andrà trovata.


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