Eriksen, pazienza finita e frecciate all'Inter

Il danese si è ritrovato in Nazionale, ma con Conte il rapporto ancora non decolla: verso un'altra panchina nel derby contro il Milan
© EPA

MILANO - A volte quando devi rimarcare una verità "scomoda", lo fai con il sorriso. E' un modo per addolcire la pillola al destinatario del messaggio, per fargli capire che non sei contento senza andare alla rottura mostrando la faccia cattiva. Negli ultimi 10 giorni lontano dalla Pinetina Christian Eriksen di messaggi ad Antonio Conte ne ha indirizzati più di uno. L'ultimo è partito mercoledì sera dopo aver segnato la rete che ha permesso alla sua Danimarca di battere l'Inghilterra.

Il numero 24 nerazzurro si è presentato in conferenza stampa a Wembley, in quello che è stato il suo stadio quando il Tottenham non aveva ancora ultimato i lavori a White Hart Lane, e con il volto disteso e il sorriso sul volto ha spiegato: «Ogni volta sono felice di tornare in Nazionale perché qui gioco. Naturalmente, come tutti sanno, per me alcune cose sono cambiate: non vengo più utilizzato quanto al Tottenham, ma sono comunque entusiasta quando indosso la maglia della Danimarca. Indipendentemente dal club in cui milito. Sono felice qui perché il ct mi fa giocare». Tre partite con la sua selezione, tre volte titolare e tre gol: rispetto all'Inter un altro mondo.

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Ora che succede?

Ieri Eriksen è rientrato a Milano e come tutti gli altri nazionali sparsi a giro per il mondo si è sottoposto al tampone. Se non ci saranno brutte sorprese, oggi preparerà il derby di domani pomeriggio nella speranza che Conte lo inserisca nella formazione titolare come era successo all'esordio in campionato, nel match contro la Fiorentina. Con i viola non disputò un grande incontro, venne sostituito ed è poi [...]

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