Conte: «Ho fiducia, ma i dettagli...»

Il tecnico dell'Inter convinto che il percorso sia quello giusto anche dopo il 3-2 incassato in casa del Real: "C'è un processo di crescita che dobbiamo fare obbligatoriamente. Queste tre gare di Champions ci devono dare la convinzione che stiamo facendo miglioramenti importanti perché ci giochiamo con il piglio delle grandi squadre. Nei ragazzi vedo convinzione e fiducia. E' vero che i risultati ci stanno penalizzando in maniera importante in campionato e in Champions, ma ripeto, la strada è questa".
Conte: «Ho fiducia, ma i dettagli...»© ANSA
Andrea Ramazzotti
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MILANO - E' un Antonio Conte soddisfatto della prestazione dei suoi quello che ha parlato in conferenza stampa dopo il ko contro il Real Madrid. In classifica l'Inter è ultima nel suo girone ma il tecnico di Lecce non ha alzato bandiera bianca e anzi si è mostrato convinto che Handanovic e compagni possano passare il turno: "Il nostro - ha sottolineato - è un processo di crescita che dobbiamo fare obbligatoriamente. Lo scorso anno abbiamo fatto cose importante in momenti in cui eravamo in difficoltà. Quest'anno il processo di crescita continua sia nella mentalità e sia nella voglia di fare la partita. Queste tre gare di Champions ci devono dare la convinzione che stiamo facendo miglioramenti importanti perché ci giochiamo gli incontri con il piglio delle grandi squadre. Avere questo atteggiamento a Madrid, in un incontro che il Real ha definito "una finale", dimostra che c'è stato uno step di crescita. I ragazzi vedono quello che stanno creando e quello che stanno facendo. C'è convinzione e fiducia. E' vero che i risultati ci stanno penalizzando in maniera importante in campionato e in Champions, ma ripeto, la strada è questa. Sono molto più soddisfatto oggi di quello che ero lo scorso anno dopo le tre partite contro Slavia Praga, Borussia Dortmund e Barcellona".

FIDUCIA - Conte non ha fatto passi indietro neppure quando il discorso si è spostato sul futuro: "Abbiamo fiducia assoluta e bisogna averla perché ci sono le prestazioni, l'atteggiamento e la mentalità che ci confortano. Siamo andati sotto di due gol per situazioni migliorabili: il primo su un retropassaggio di Hakimi con fallo di Mendy; il secondo su un angolo dove tutti sappiamo quando Ramos è forte. Bisogna lavorare sui dettagli che spostano il risultato finale. Al tempo stesso però è evidente che il lavoro fatto lo scorso anno e quest'anno sta portando frutti a livello di mentalità. Giocarsi le partite in questo modo a Madrid contro un Real che punta a vincere la Champions e che ha battuto il Barcellona, non è da tutti. Tutto questo ci deve dare fiducia. Oggi c'è grande rammarico per il risultato finale, ma al tempo stesso i ragazzi sono fiduciosi perché l'Inter inizia a pensare e a giocarsela da grande. Questi step di crescita per noi sono importanti. Il dettaglio che ha pesato di più? Il Real ha giocatori di grande esperienza che sanno quando ammazzare l'avversario, mentre a noi manca questo istinto killer. Abbiamo iniziato un percorso lo scorso anno, mentre il Real con Zizou ha vinto tre Champions di fila più il campionato. Noi questo istinto lo vogliamo acquisire il prima possibile perché vogliamo essere competitivi per la vittoria finale".

IL MIO NO AL REAL - Chiusura con domanda dei colleghi spagnoli sul suo mancato matrimonio con il Real: "E' stato lo spogliatoio a non volermi? Assolutamente no. E' stata una mia decisione quella di dire no e ringraziare il Real. Da parte mia c'è stato interesse e voglia di allenare a Madrid, ma non era il momento giusto perché io ho bisogno di tempo per portare le mie idee. Grazie al Real che mi ha dato questa opportunità in maniera molto convinta: ci ho pensato tanto perché è difficile dire di no a un club così, ma dovevo essere onesto e rimandare eventualmente a un'altra volta".

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