Akanji: "Inter? Tante offerte ma non volevo fare passi indietro". Poi la rivelazione sulla maglia di Vieri© Inter via Getty Images

Akanji: "Inter? Tante offerte ma non volevo fare passi indietro". Poi la rivelazione sulla maglia di Vieri

Le dichiarazioni del nuovo difensore dei nerazzurri dal ritiro con la nazionale svizzera: "Non ho dovuto pensarci due volte ad accettare"
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Dal ritiro con la nazionale svizzera, Manuel Akanji è tornato a parlare del suo arrivo all'Inter nell'ultimo giorno di mercato: "Sono state settimane frenetiche, ma più che altro per il mio procuratore, che mi presentava offerte senza che io mi scaldassi per nessuna". Negli ultimi giorni della sessione estiva, il giocatore era stato accostato anche al Milan. "Finché non è arrivata l'Inter: l’interesse c’era già da tempo. Io ero subito disponibile, ma per prendermi dovevano prima cedere un difensore. Io volevo giocare ad alto livello e su questo sono stato molto chiaro. Non mi sarei lasciato convincere a fare un passo indietro solo per chiudere un trasferimento. Mi entusiasma conoscere un terzo campionato di alto livello dopo Bundesliga e Premier League. Anche a trent’anni ho ancora molto da imparare e in Italia sono sicuro di crescere ulteriormente". Un trasferimento che sarebbe potuto compiersi già tre anni fa, quando stava lasciando il Borussia Dortmund "se non fosse arrivata all’improvviso la chiamata del Manchester City". Il nuovo difensore dei nerazzurri ha poi svelato un retroscena: "Non è uno scherzo, la mia prima maglia da calcio è stata quella di Christian Vieri".

Inter, le parole di Akanji

All'Inter ritrova anche il suo connazionale Sommer: "Ci siamo sentiti e siamo entrambi felici di ritrovarci. L'Inter però non ha bisogno di presentazioni, non ho dovuto pensarci due volte". Akanji lascia dunque il Manchester City dopo tre anni in cui ha giocato un ruolo chiave nella squadra di Guardiola: 136 presenze, una Champions League e due Premier League. "Questo è il calcio: oggi è in un modo, domani può cambiare tutto. In rosa c’erano sei centrali, nel sistema di Guardiola ne giocano due e su quel ruolo si fanno pochissimi cambi in partita, quindi eravamo troppi. Ci ha detto chiaramente che due avrebbero giocato, due sarebbero andati in panchina e per gli altri sarebbe stato complicato. Non è stato bello da sentire".


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