Chivu meglio di Inzaghi: ora l’Inter mette nel mirino la Roma

Un punto in più in Serie A e bottino pieno in coppa rispetto all’anno scorso. Ora la nuova missione è invertire il trend negli scontri diretti
Pietro Guadagno
4 min

Partenza lenta, ma comunque migliore dell’ultimo Inzaghi. Dopo 6 giornate di campionato l’Inter di Chivu ha messo insieme 12 punti, mentre l’ultima versione di quelle di Simone ne aveva raccolti 11. Meglio il rumeno anche in Champions: 2 successi su 2 contro un pareggio e una vittoria. Ma in Europa, un anno fa, i nerazzurri avevano debuttato in casa del Manchester City, non all’Amsterdam Arena contro l’Ajax. L’Inter di oggi ha forse pagato un pizzico di adattamento alla nuova guida tecnica e ai cambiamenti (non stravolgimenti) introdotti. Ci sono voluti un paio di scossoni, contro Udinese e Juventus in rapida successione, e poi la situazione si è assestata. Anzi, le ultime esibizioni sono state di livello notevole, grazie ad una crescita nella cifra di gioco e alla correzione di alcuni difetti. L’anno passato, invece, almeno inizialmente, c’era stata forse un po’ di sindrome da pancia piena: quello scudetto stravinto, con l’aggiunta della seconda stella cucita sul petto, aveva tolto fame. Vero che, alla fine, Lautaro e soci sono rimasti comunque a stomaco vuoto, ma sono arrivati in fondo a tutte le competizioni, fermandosi giusto ad un passo dal traguardo. 

Chivu, la nuova missione con l'Inter sugli scontri diretti

Tornando all’attualità, il rilancio nerazzurro è stato agevolato anche da un calendario non troppo complicato: 5 successi consecutivi tra Serie A e Champions. E averlo sfruttato è stato senz’altro un merito. I progressi, le antiche e le nuove sicurezze, però, vanno testati e verificati con l’asticella più alta. Beh, in questo senso, non occorrerà attendere molto, visto che alla ripresa del campionato, l’Inter affronterà, in trasferta, prima la Roma e poi il Napoli, ovvero le prime della classe: tutto in una settimana, con l’intermezzo del viaggio ia Bruxelles per sfidare l’Union St.Gilloise. È l’occasione per dare una prima svolta all’annata. Dall’altra parte, però, c’è anche il rischio di andare incontro ad un ridimensionamento. Tanto più che c’è da invertire la rotta nel rendimento negli scontri diretti. Nell’anno scudetto, i nerazzurri furono implacabili: pochi punti persi e zero sconfitte. Nel campionato passato, invece, proprio i big match si sono rivelati un tallone d’Achille. Pochi successi, due con l’Atalanta, uno con Roma e Lazio, e diversi stop. Tra le vittorie mancate più dolorose quella del Maradona, con il pareggio del Napoli a pochi minuti dalla fine, e quelle a San Siro contro la Lazio, con rigore contro quasi al fotofinish. La seconda, in particolare, è costata il bis scudetto. 

Inter, precedenti positivi contro Gasperini

Fondamentale, dunque, invertire la rotta in questo torneo. Certo, da questo punto di vista, il primo esame non è stato il massimo, tanto che l’amaro in bocca lasciato dalla caduta con la Juventus non è ancora dimenticato. Chissà che, però, quel ricordo non serva come stimolo per affrontare al meglio le prossime due curve pericolose. Peraltro, sempre a proposito di confronti e paralleli con Inzaghi, l’Inter del tecnico piacentino era stata capace di mettere in fila addirittura 8 vittorie consecutive contro l’Atalanta di Gasperini, di cui era diventata la più classica delle bestie nere. L’allenatore piemontese, però, nel frattempo si è trasferito sulla panchina della Roma. E quella nerazzurra, ora, è appunto occupata da Chivu. Cambierà qualcosa questo “rimescolamento”? Per la riposta basterà attendere una decina di giorni. 


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