Zielinski, un acuto per Chivu. E per la rivincita sul Napoli 

Sembrava destinato a lasciare l’Inter ma ha saputo invece ribaltare le gerarchie: i dettagli
Pietro Guadagno
4 min

Se Akanji, dopo la stagione passata, era un avvicendamento scontato nell’Inter cosiddetta titolare, non si può dire altrettanto di Zielinski. Eppure, il polacco, un passo dopo l’altro, e ovviamente a furia di prestazioni consistenti, ha finito per scalzare Mkhitaryan, e pure Sucic, inizialmente la prima alternativa a centrocampo. È vero che lo stop dell’armeno, tra fine ottobre e inizio dicembre, gli ha regalato spazio, ma il suo merito è stato sfruttare al meglio quella chance. E pensare che, la scorsa estate, si era parlato a lungo di un possibile addio. La sua prima stagione sotto la Madonnina, infatti, era stata piena di ombre, conseguenza anche di una serie di infortuni. Rimasto alla Pinetina, sulla carta, partiva in fondo alle gerarchie della mediana. Non per Chivu, evidentemente, che sin dall’inizio ha cominciato a coinvolgerlo, ottenendo ben presto risposte e riscontri positivi. Fino, appunto, al nuovo status di prima scelta. 

Da Inzaghi a Chivu: il ribaltone 

E allora, forse, la vera sorpresa è stata l’annata passata: troppo brutta per essere vera, perché le qualità e le doti di Zielinski non potevano essere scomparse all'improvviso. Chiaro che è stata determinante la scintilla scattata con Chivu, visto che con Inzaghi, come ha raccontato lo stesso polacco, il feeling non si è mai acceso. L’ex Napoli si era sentito messo da parte e anche la ridotta considerazione ha inciso nelle sue prestazioni. Il ribaltone è stato favorito pure da una preparazione senza intoppi, a differenza dell’estate 2024. E, grazie alla condizione, Zielinski ha potuto mettersi in evidenza convincendo Chivu. Che ha potuto sfruttare un altro vantaggio: la duttilità del polacco, divenuto anche l’alter ego di Calhanoglu, alla guida delle operazioni in mezzo al campo.  

La rivincita di Zielinski 

Ci sono anche i numeri a certificare l’ottima prima parte di stagione di Zielinski: 3 gol e un assist in 23 presenze, 11 delle quali da titolare, e appena 3 gare trascorse interamente in panchina, l’ultima delle quali a inizio ottobre. Il polacco era in campo anche a Napoli, all’andata. Quando Mkhitaryan si fece male in occasione del rigore assegnato ai partenopei, fu proprio lui a subentrare. È stato il suo secondo ritorno al Maradona, dopo quell’ultima stagione tormentata trascorsa sotto il Vesuvio, conclusa con l’addio da svincolato. Otto anni di grande passione (reciproca), però, non si possono cancellare. Tanto più che Zielinski è stato uno degli artefici dello scudetto 2023, quello targato Spalletti, che riuscì ad esaltarne al massimo le caratteristiche. Il Napoli, però, è stato capace di vincere anche senza di lui, beffando proprio l’Inter. All’andata, è finita male. Ma, nonostante quella caduta, la squadra nerazzurra ora guarda tutti da lassù, 3 gradini più in alto del Milan e 4 proprio del Napoli. Domani sera a San Siro, potrebbe arrivare un altro scossone. E Zielinski sarebbe ben felice di essere tra i protagonisti di una vittoria potenzialmente pesantissima. Sarebbe il modo migliore per ripagare la fiducia di Chivu. 

 

 

 


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