Pagina 2 | Chivu: "Inter-Napoli può indirizzare il cammino. Conte? Il confronto non esiste"
Chivu: "Napoli, non servono proclami. Siamo primi e lo dicono i numeri"
"La partita contro il Napoli non è più importante delle partite con Parma, Atalanta, Genoa. Tutte le partite devono essere affrontate in maniera seria: non servono proclami speciali prima di una partita contro il Napoli. Il campionato è una maratona e devi dimostrare di saper restare competitivo. Speriamo vada meglio rispetto alla partita di ottobre. Quella partita era stata condizionata da certi episodi, ci siamo anche allenati ad accettare l'ingiustizia. Scontri diretti non vinti? La realtà la dicono i numeri, ed è che noi siamo primi in classifica, poi siamo consapevoli dell'importanza di queste partite. Bisseck avanza poco e gli chiedo io di avanzare. Bisseck poi aggiunge qualcosa in mobilità. Luis Henrique è migliorato tanto ed è un giocatore che dà una grossa mano in quel ruolo ed è importante per noi. Non è facile giocare ogni tre giorni. Io sistemo i problemi e non li creo, questo non vuol dire che non dico quello che penso. Darmian è due giorni che si allena con il gruppo e sta abbastanza bene. Domani non sarà convocato ma spero di reintegrarlo prima possibile. Dumfries ancora non l'ho visto e sta facendo la riabilitazione in Olanda seguito dallo staff medico: spero di averlo a fine febbraio. Dubbi sulla formazione? Ho sempre dubbi di formazione. Mi devo confrontare con un gruppo che si allena al massimo. Luis Henrique giocherà domani".
Chivu risponde a Manna: "Non voglio giocatori che cercano scuse"
Sulle parole di Manna sugli arbitri: "Quello che fanno gli arbitri non ci deve interessare, noi dobbiamo pensare al campo e non dobbiamo farci influenzare. Dobbiamo avere una disciplina mentale che doma i pensieri. Io ho cercato di trasmettere questo. La cosa più semplice è cercare scuse e io non voglio che i giocatori cerchino scuse. Sconfitta in Champions? Io non auguro a nessuna squadra al mondo di vivere quello che questa squadra ha vissuto. I ragazzi devono essere consapevoli che l'anno scorso hanno provato in tutti i modi di essere competitivi, non devono perdere questa ambizione. Hanno saputo accattare la verità e gli uomini forti si rimettono in gioco. I campioni, quelli forti, si mettono in gioco e non puntano il dito nel cercare errori: ci mettono la faccia".