La grazia negata a Kalulu, una grande occasione perduta per ritrovare credibilità

La Figc ha respinto l'istanza Juve per evitare un "pericoloso" precedente. Invece, era proprio questa l'occasione per creare un virtuoso precedente, sanando una plateale ingiustizia e restituendo credibilità a un Sistema in crisi 

Xavier Jacobelli

Pubblicato il 21.02.2026, 13:03

JuventusJuventus Tutte le notizie sulla squadra

"Qui la giustizia è amministrata in modo tale che si è condannati non solo innocenti, ma anche ignari" (da Il Processo, di Franz Kafka). Chissà se in Via Allegri leggono uno dei massimi scrittori del XX secolo, poiché kafkiano è l'aggettivo più appropriato per definire il caso Pierre Kalulu. Ingiustamente espulso durante Inter-Juve, quando doveva essere cacciato Bastoni; pedissequamente squalificato dal giudice sportivo in base a un regolamento ottuso; ingiustamente mantenuto in punizione dalla Figc, il cui presidente, Gabriele Gravina, ha respinto l'istanza di grazia presentata dalla Juve.

Motivazione? Dicono: per evitare un "pericoloso precedente". Invece, era proprio questa l'occasione per creare un virtuoso precedente, tale da sanare una plateale ingiustizia. Come accadde per Lukaku, in occasione di Juve-Inter di Coppa Italia, espulso per avere protestato contro gli insulti razzisti ricevuti da un settore dello Stadium e graziato da Gravina che fece la cosa giusta al momento giusto. Stavolta no. Sprecando una grande occasione per restituire credibilità a un Sistema che, imperterrito, continua a perderla.