I finali fatali dell’Inter: c’è un dato che terrorizza Chivu. Ecco quanti punti persi negli ultimi minuti

Con il campionato fermo via alle analisi di quello che non va: e in campionato c’è un difetto importante
Pietro Guadagno
Pietro Guadagno

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Pubblicato il 27.03.2026, 08:08

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La tenuta continua ad essere uno dei problemi dell’Inter. La situazione sembrava migliorata ma nelle ultime due gare contro Atalanta e Fiorentina sono rispuntati antichi difetti. Ovvero, difficoltà nel mantenere il vantaggio, incassando reti nel finale. In Serie A ben 8 gol subìti su 24 (un terzo) sono arrivati dopo l’80’. E pure in Champions l’Inter ha perso allo scadere contro Atletico Madrid e Liverpool, compromettendo l’accesso diretto agli ottavi. Tornando al campionato, con bergamaschi e toscani, lo spartito è stato molto simile: vantaggio nel primo tempo (al Franchi addirittura dopo pochi secondi) e pareggio subìto al tramonto del match. In due gare, quindi, 4 punti lasciati per strada, che sommati agli altri nel corso del torneo portano il totale addirittura a 12. Spreco davvero eccessivo, nonché pericoloso.

L'Inter, il difetto dei minuti finali

Come già sottolineato, si tratta di un male antico. Che non necessariamente è legato alla condizione fisica. O meglio, il calo atletico nei finali di partita era assai evidente nella scorsa annata. In quella attuale, invece, la sensazione è che sia innanzitutto una questione mentale. In particolare, con Atalanta e Fiorentina, ad un certo punto, i nerazzurri hanno pensato di gestire, se non di speculare su quel golletto di vantaggio, invece di affondare il colpo. Un atteggiamento che è stato denunciato sia da Kolarov, in panchina al Franchi, ma pure dallo stesso Chivu in precedenza. Insomma, non un calo dovuto ad una mancanza di energie. Anche perché incassato il pareggio, c’è stata subito una reazione che, per poco, non ha prodotto il raddoppio. Serve un cambio di registro da questo punto di vista. Altrimenti, il rischio è di compromettere il lavoro e gli sforzi che hanno permesso Lautaro e compagni a spingersi lassù. La tenuta, soprattutto quella mentale, dovrà essere d’acciaio per le ultime giornate. Perché ogni ulteriore errore, da qui in poi, rischia di essere pagato caro.