Inter, un gruppo di "delusi" dopo i playoff Mondiale: la strategia di Chivu per farli reagire

Dal blocco azzurro a Zielinski: sconfitti negli spareggi, dovranno calarsi nella corsa scudetto
Pietro Guadagno

Più desiderio di reagire che tristezza. Ieri, sono riapparsi alla Pinetina tutti i nazionali reduci dai playoff Mondiali. Quindi, sia i 5 “eliminati” azzurri più Zielinski, sia il “qualificato” Calhanoglu. Ovvio che l’umore del primo gruppo non potesse essere alle stelle, anzi. Tutti, però, nel loro animo, avevano innanzitutto voglia di non farsi trascinare dall’amarezza, ma di rialzarsi il prima possibile. E, in questo senso, la sfida con la Roma di domani sera è un’ottima occasione. Anche perché c’è il palio parecchio in chiave scudetto. E, a tal proposito, proprio la conquista del tricolore sarebbe il modo migliore per attenuare la delusione dei nerazzurri che potranno soltanto guardare il Mondiale e non prendervi parte.

L'accoglienza affettuosa

Ad ogni modo, quello di ieri era comunque un giorno delicato. La dirigenza lo ha compreso e si è presentata al completo alla Pinetina. Non che si tratti di una novità, al contrario. Ma si può dire che l’accoglienza per i “reduci” sia stata più affettuosa del solito. Una parola di conforto, un abbraccio: insomma, l’idea era quella di stringersi e ricompattarsi, in modo da recuperare forze ed energie. A questo punto, più mentali che fisiche. Il resto lo ha fatto Chivu. Nel senso che il tecnico rumeno, oltre che i panni dell’allenatore, si è ritrovato ancora una volta ad indossare i panni dello psicologo o del mental coach, che dir si voglia.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Inter

Chivu, il percorso iniziato in estate

Evidentemente, non si è trattato di una novità. Basti pensare al lavoro che Chivu ha fatto sin dal Mondiale per club, cominciato a pochi giorni di distanza dalla debacle con il Psg, in finale di Champions. Quello era un gruppo totalmente affranto e consumato. Ebbene, Chivu si è dimostrato abile a stimolare e pizzicare le corde giuste per innescare una reazione che ha permesso all’Inter di ritrovarsi, a 8 giornate dalla fine del campionato, in vetta alla classifica, con 6 punti di vantaggio sul Milan e 7 sul Napoli. Vero che la Champions è sfumata presto, ma c’è anche una Coppa Italia alla portata. Significa che la squadra ha confermato di avere valori, qualità e certezze.

Inter, si ritorna in campo

Non era il caso di fare grandi discorsi, ieri. E, infatti, Chivu se n’è ben guardato. È stato contento però di quello che gli ha trasmesso il gruppo dei delusi. Ovvero, come premesso, la voglia di reagire e, pure, di tornare subito in campo. Al momento, dunque, non sono stati fatti grandi ragionamenti sulle scorie che potrebbe aver lasciato l’esclusione dal Mondiale. Ieri era il primo giorno e il lavoro è stato innanzitutto di scarico. Oggi si capirà qualcosa di più. Ma la sensazione è che non ci saranno risparmiati o preservati. Vero che Bastoni si è preso probabilmente la “mazzata” più dura, d'altra parte però ha già fatto vedere di avere le spalle larghe per resistere. Le scelte, quindi, a meno di intoppi improvvisi, saranno esclusivamente tecniche.

Lautaro-Thuram, Chivu ritrova la coppia d'attacco

Tra queste, evidentemente, c’è quella che riguarda la coppia d’attacco. Lautaro, anche ieri in gruppo, è destinato a tornare titolare. Ed è, chiaramente, la migliore delle notizie. Al suo fianco dovrebbe ritrovare Thuram, carico per il ritorno al gol con la Francia. E chissà che quella prodezza non lo aiuti a sbloccarsi anche in maglia nerazzurra. Se tutto sarà confermato, Esposito dovrà aspettare la ripresa (difficile che il Toro regga i 90’) per prendersi il suo riscatto.


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Più desiderio di reagire che tristezza. Ieri, sono riapparsi alla Pinetina tutti i nazionali reduci dai playoff Mondiali. Quindi, sia i 5 “eliminati” azzurri più Zielinski, sia il “qualificato” Calhanoglu. Ovvio che l’umore del primo gruppo non potesse essere alle stelle, anzi. Tutti, però, nel loro animo, avevano innanzitutto voglia di non farsi trascinare dall’amarezza, ma di rialzarsi il prima possibile. E, in questo senso, la sfida con la Roma di domani sera è un’ottima occasione. Anche perché c’è il palio parecchio in chiave scudetto. E, a tal proposito, proprio la conquista del tricolore sarebbe il modo migliore per attenuare la delusione dei nerazzurri che potranno soltanto guardare il Mondiale e non prendervi parte.

L'accoglienza affettuosa

Ad ogni modo, quello di ieri era comunque un giorno delicato. La dirigenza lo ha compreso e si è presentata al completo alla Pinetina. Non che si tratti di una novità, al contrario. Ma si può dire che l’accoglienza per i “reduci” sia stata più affettuosa del solito. Una parola di conforto, un abbraccio: insomma, l’idea era quella di stringersi e ricompattarsi, in modo da recuperare forze ed energie. A questo punto, più mentali che fisiche. Il resto lo ha fatto Chivu. Nel senso che il tecnico rumeno, oltre che i panni dell’allenatore, si è ritrovato ancora una volta ad indossare i panni dello psicologo o del mental coach, che dir si voglia.

 


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