Bastoni e la standing ovation di San Siro: dopo la sostituzione Chivu corre ad abbracciarlo
È il 58' quando Alessandro Bastoni esce dal terreno di gioco di San Siro. Chivu lo richiama in panchina, sia per fargli risparmiare le forze in una partita già fortemente indirizzata, sia per fargli prendere un bell'omaggio dai tifosi nerazzurri a San Siro. Standing ovation dello stadio per il difensore, che ringrazia con degli applausi verso tutti i settori. Al suo posto entra Darmian. Prima l'abbraccio con il subentrante, poi quello con Chivu andato di proposito vicino al quarto ufficiale per poter abbracciare il suo giocatore, reduce da un periodo tutt'altro che semplice.
Bastoni, l'omaggio di San Siro e l'abbraccio con Chivu
Bastoni viene da due mesi dove ha vissuto di tutto. Prima la bufera, nei campi di tutta Italia e sui social, per la simulazione e l'esultanza in faccia all'incolpevole Kalulu in occasione del derby d'Italia tra Inter e Juventus. Da lì è partita una valanga: i fischi a ogni pallone di Como e Lecce, giudizi da ogni lato, sia sui social che sui vari media. Tanto che una frangia più estrema non lo avrebbe voluto vedere tra i convocati per i playoff di qualificazione al Mondiale. Gattuso ovviamente non li ascolta e si affida a un punto fermo della Nazionale. Il disastro arriva nella finale contro la Bosnia quando si fa espellere sul finale del primo tempo e contribuisce alla sconfitta dell'Italia e alla terza mancata qualificazione consecutiva al Mondiale. Lui e sua moglie chiudono i social, si ritrova ancora una volta tutta Italia contro e nel mentre arrivano le voci di un trasferimento al Barcellona. Ma ora c'è solo l'Inter, e l'ambiente l'ha ripagato così.
Marotta a difesa di Bastoni
Già prima della partita contro la Roma, Marotta era intervenuto in sua difesa: "È vergognoso che un ragazzo della sua età sia esposto a questo continuo linciaggio come se fosse il colpevole di chissà cosa", aveva affermato ai microfoni di Dazn il presidente dell'Inter. "La sconfitta in Bosnia ha origini più lontane. Si sbaglia nella vita, in Italia siamo tutti abituati a diventare psicologi, esperti di calcio, senza sapere con che uomo e che professionista si ha a che fare. Bastoni ha sbagliato, lo abbiamo ammesso, ma è umano e normale". Su una sua possibile cessione in estate: "Bastoni è un patrimonio dell'Inter e del calcio italiano e come tale lo consideriamo. Ho letto e ho sentito che è quasi obbligatorio che abbandoni questa maglia ma per ora non ci sono questi estremi, queste condizioni. Poi, come tutti i giocatori, valuteremo quello che accadrà più avanti".
"Bastoni ci ha messo la faccia, felice se rimarrà all'Inter"
Aveva fatto lo stesso il suo allenatore Chivu nella conferenza alla vigilia della sfida: "Lui in questo momento è dispiaciuto per l'accaduto ma è contento del fatto che ha ricevuto il sostegno dei compagni: la faccia l'ha messa, in un momento di difficoltà si è presentato con quello che aveva per rappresentare un Paese e portare a buon fine il suo sogno". Bastoni che si era presentato a Coverciano con un problema fisico ma era riuscito a recuperare in tempo per la semifinale contro l'Irlanda del Nord: "Nonostante le condizioni in cui era in quel momento ha dato la disponibilità: per me da uomo che capisce certe dinamiche e sa cosa vuol dire dieci giorni di stampelle vale tanto. L'ho visto con le stampelle e poi tre giorni dopo in campo con l'Italia. Ci ha messo la faccia e si è preso la responsabilità: quello che conta è quello che ricevi, l'amore dei tifosi e la stima dei compagni perché sanno che la faccia l'hai messa. Sono felice se Bastoni rimarrà all'Inter a prescindere da quello che deciderà per il suo futuro".