Zielinski, l’uomo in più di Chivu: la partita che ha svoltato la stagione
C’è qualcosa che sa di crudele nel mondo in cui l’Inter ha illuso le dirette concorrenti. L’avvio da brividi, con le due sconfitte consecutive contro Udinese e Juve, tre punti dopo tre giornate. E quel momento di flessione nel girone di ritorno, il secondo ko nel derby seguito da due pareggi di fila contro Atalanta e Fiorentina. Piccole parentesi, quasi trascurabili, in un monologo nerazzurro che è iniziato alla 15ª giornata. Una volta conquistato il primo posto in solitaria, l’Inter non l’ha mai più mollato. Nonostante, appunto, nel primo terzo di campionato avesse già perso quattro partite, inclusi gli scontri diretti con Juve, Napoli e Milan.
La cavalcata dell'Inter
Una cavalcata trionfale che vale il terzo scudetto nelle ultime sei stagioni. Rispetto ai precedenti con Conte e Inzaghi, la bravura di Chivu ha trovato la consacrazione proprio nella capacità di ricompattare il gruppo nelle difficoltà ed eliminare le scorie di un inizio di stagione difficile. Infatti dopo il derby perso a novembre inoltrato con il Milan, ha fatto seguito un filotto di 14 vittorie e un pareggio (con il Napoli) interrotto soltanto dalla nuova sconfitta con il Diavolo a inizio marzo. A voler trovare un neo nella cavalcata interista, quella dei derby rappresenta la ferita più bruciante avendo dato la possibilità ai cugini di vincere sia all’andata sia al ritorno. Per il resto Lautaro e compagni hanno proseguito la marcia puntando dritto verso l’obiettivo, tanto che dopo aver conquistato la vetta a metà dicembre (dopo la vittoria di Genova) non l’hanno più mollata. Anzi, con il passare delle giornate il divario rispetto a Napoli e Milan è lievitato sempre più fino allo strappo decisivo completato dopo l’ultima sosta.
Senza sosta
Il tratto distintivo del ventunesimo titolo non può che essere rappresentato dai gol segnati e dalla facilità stessa di trovare la via della rete in campionato. Oltre ai 6 gol rifilati al Pisa, sul cammino rimangono le tre cinquine contro Sassuolo, Torino e Roma, i due poker al Como (oltre a quello alla Cremonese) e i tris contro Juve, Fiorentina, Cagliari e Bologna. Insomma una squadra dal gol facile a prescindere dalle avversarie e che in testa ha sempre avuto l’obiettivo dello scudetto, a maggior ragione dopo la delusione dell’anno scorso maturata nel rush finale con il Napoli. Citando la Juve, però, non può non venire in mente la partita simbolo dello scorso febbraio, nel giorno di San Valentino, con il 3-2 al 90’ firmato Zielinski e il famigerato episodio Bastoni-Kalulu sul finire del primo tempo. Uno scatto in più che è servito ad ammortizzare anche la contemporanea delusione per l’eliminazione dalla Champions, subito neutralizzata a suon di successi in campionato.
Snodo Chiave
A proposito di snodi decisivi, merita una menzione particolare anche il mese di marzo e nello specifico gli impegni arrivati prima della sosta che hanno visto la capolista accusare il colpo tra la sconfitta con il Milan e i seguenti pareggi con Atalanta e Fiorentina. Quei due punti in tre partite avevano rinfocolato le speranze delle inseguitrici, ma alla ripresa del campionato l’Inter si è confermata la più costante prima di ristabilire le distanze e mettersi a fare i calcoli aritmetici. In corso d’opera, le marce alte che l’Inter ha costantemente tenuto hanno fatto sì che Chivu diventasse il primo allenatore nella storia nerazzurra ad aver vinto 20 delle prime 25 partite di Serie A, rimediando nel migliore dei modi a un inizio stentato e prima di carburare per davvero. Le ultime ciliegine sulla torta sono arrivate nelle scorse settimane tra il roboante 5-2 rifilato a Pasqua alla Roma e il 3-4 maturato a Como dopo essere andata sotto di due reti. In entrambe le partite la capolista è tornata a galla pochi attimi prima dell’intervallo, trovando i gol rispettivamente con Calhanoglu e Thuram che hanno incendiato poi i secondi tempi. Un gruppo in grado di reagire e ritrovarsi di fronte alle difficoltà più estreme, come del resto ha dovuto fare fin dall’inizio della stagione per archiviare le cocenti delusioni di un anno fa che adesso sembrano soltanto uno sbiadito ricordo.
