Inter, Chivu pronto a firmare il rinnovo fino al 2028: e ora il doblete
La firma sullo scudetto e presto la firma anche sul rinnovo di contratto. Non che ci fossero dubbi: era già tutto deciso. Con il 21° tricolore piazzato nella sala trofei di viale Liberazione, però, è giusto ribadirlo: Chivu allungherà il suo vincolo con l'Inter di un’altra stagione, spostando la scadenza del contratto dal 2027 al 2028, con l’aggiunta di un adeguamento che alzerà i suoi emolumenti da 2,5 a circa 3,5 milioni all’anno più bonus. È una delle regole di Marotta: non cominciare una stagione con un allenatore in scadenza. Non a caso, nella sua avventura nerazzurra, prima dell’addio della scorsa estate, Inzaghi aveva firmato tre rinnovi.
Il dominio oltre le incognite
Volendo, però, attorno Chivu c’era qualche incognita in più. Dovuta, evidentemente, ad un percorso tra i “grandi” appena cominciato e quindi ad un pizzico di inesperienza. Ebbene, il campo ha dimostrato l’esatto contrario. Chivu si è comportato con il più navigato dei tecnici. Entrando innanzitutto in sintonia, anzi empatia, con il gruppo, per poi trasferire le sue idee, ma senza rompere con il passato, anzi assecondandolo. Il risultato è stato un campionato alla fine dominato, come dimostrano i distacchi inflitti alle inseguitrici: 12 punti al Napoli, 15 al Milan e 17 alla Juventus.
Il futuro di Chivu
Avanti con Chivu, quindi. E avanti anche a lungo, stando alle parole di Marotta. «Potrà e deve rimanere all’Inter per tanti anni, ha grandissime qualità: magari andrò via io, prima di lui - ha affermato il presidente nerazzurro -. Forse gli mancava l’esperienza, ma abbiamo fatto questa scelta appellandoci al coraggio: a noi non manca e lo abbiamo dimostrato. Non immaginavo potesse arrivare a vincere un campionato con questa facilità e a raggiungere una finale di Coppa Italia. C'è il piccolo puntino nero della Champions ma capita, l'anno prossimo cercheremo, e cercherà lui stesso, di migliorare le performance».
Carota e bastone
A proposito di Coppa Italia, il primo a non voler mollare nulla è proprio Chivu. Lo si è compreso anche domenica sera. Non solo, nel pieno dei festeggiamenti, davanti alle telecamere, ha ammesso di avere già la testa alla finale del 13 maggio, ma anche in partita, non ha dato nulla per scontato. Ha guidato la squadra dalla panchina con la solita attenzione e tensione, spingendo i suoi ad inseguire la vittoria, non certo ad accontentarsi del pareggio, che sarebbe comunque bastato per festeggiare lo scudetto. In questo senso, è un allenatore che sa bilanciare bastone e carota. Ascolta i suoi giocatori, ne capisce umori e stato d’animo, sa quando è il caso di staccare e così concede i giorni di riposo, ed è sempre pronto a difenderli. Dall’altra parte, però, pretende comunque il massimo, dal punto di vista dell’attenzione, dell’applicazione e dell’impegno. E questo mix si è rivelato uno dei segreti per il trionfo in campionato.
Obiettivo doplete
E lo sarà, nel caso, anche per l’eventuale bis in Coppa Italia. Il programma prevede, per oggi, un altro giorno di riposo dopo quello di ieri. Domani, smaltite le scorie delle celebrazioni, la squadra si ritroverà alla Pinetina per riprendere gli allenamenti. Sabato ci sarà l’antipasto con la Lazio: probabile che all'appuntamento si presenterà un’Inter “mascherata”, con diverse seconde linee e l’obiettivo primario di non correre rischi di infortuni o acciacchi. La squadra “vera”, invece, sarà regolarmente in campo il 13.
