Avviso di garanzia per Bastoni: indagato per prostituzione minorile. Ma la ragazza nega: "Non ci sono stati rapporti"

Secondo quanto rivelato da 'Repubblica' il difensore dell'Inter e della Nazionale sarà ascoltato nei prossimi giorni: tutti i dettagli
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Pubblicato il 30.06.2026, 19:46 (Aggiornato il 30.06.2026, 21:42)

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MILANO - Avviso di garanzia per Alessandro Bastoni, 27enne difensore dell'Inter e della Nazionale, indagato per prostituzione minorile dalla Procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla pm Rosaria Stagnaro e dall'aggiunta Bruna Albertini, su una società di eventi di Cinisello Balsamo che - è l'ipotesi investigativa - avrebbe organizzato serate 'all inclusive' per i clienti vip nei locali alla moda milanesi.

Avviso di garanzia per Bastoni: indagato per prostituzione minorile

Come anticipato dall'edizione online di 'Repubblica' e confermato da ambienti giudiziari all'agenzia 'Ansa', Bastoni ha ricevuto oggi (martedì 30 giugno) un invito a comparire per venerdì prossimo (3 luglio). L'interista è il primo calciatore indagato e l'ipotesi di reato nasce dal fatto che avrebbe avuto un rapporto a pagamento con una minorenne (17enne all'epoca dei fatti, nel 2020). La giovane, sentita come teste, ha negato tutto ma di quella relazione pericolosa ci sarebbe traccia negli atti del fascicolo.

Maldini, Calafiori e Bonifazi saranno ascoltati come testimoni

E per far luce quelle serate e presunti contatti con gli indagati e con l'agenzia, in questi giorni i pubblici ministeri hanno deciso di ascoltare come testi, non indagati, Daniel Maldini (attaccante dell'Atalanta e figlio di Paolo, storico capitano del Milan), Riccardo Calafiori (centrale dell'Arsenal e della Nazionale), Kevin Bonifazi (difensore in scadenza con il Bologna) e un altro paio di calciatori. Le verifiche, intanto, sono andate avanti anche con le analisi sui telefoni sequestrati ad arrestati e indagati, ma anche consegnati dalle ragazze. Analisi attraverso, in particolare, una lunga lista di 'parole chiave', tra cui pure oltre sessanta cognomi di calciatori più o meno noti, per cercare eventuali riscontri degli incontri e della gestione degli appuntamenti nelle chat. Infine si sta ricostruendo anche il giro di denaro dei presunti sfruttatori, che avrebbero incassato il 50 per cento almeno di ogni pagamento per le prestazioni sessuali.