Khalaili all’Inter, il tempo stringe: la firma entro il fine settimana?
MILANO - Lo striscione dell’ultimo chilometro. Significa che il traguardo è vicino. Ma vuole dire anche alzare l’attenzione per non rovinare tutto proprio all’ultimo, o sul più bello. Insomma, l’Inter “vede” Khalaili, ma ancora non lo può toccare. Continua a mancare, appunto, l’ultimo scatto, ovvero raggiungere un accordo con l’Union Saint-Gilloise. Le distanze non sono eccessive, ma il club belga resiste sulle sue posizioni e insiste nel chiedere almeno una trentina di milioni. L’offerta di viale Liberazione, invece, si aggira attorno ai 25, bonus compresi. Chiaro che serva uno sforzo in più, ma Marotta e Ausilio non intendono farsi mettere nell’angolo.
Campo libero
Il club nerazzurro, infatti, si sente forte della volontà di Khalaili, che ormai si immagina già a San Siro, e non scorge più nemmeno la concorrenza. Il Napoli, infatti, che si era fatto avanti per primo, ha poi frenato e quindi si è ritirato. Mentre l’inserimento del Como non ha trovato corrispondenza nei fatti. E le voci su interessamenti da parte di alcuni club di Premier - Aston Villa, Everton e Leeds United ha indicato il portale “Teamtalk” – sembrano più che altro alimentate dall’Union Saint-Gilloise, che, dopo averla accarezzata, ha visto tramontare la possibilità di scatenare un’asta.
Peraltro, Khalaili è già da considerare “fuori” squadra. L’esclusione dall’amichevole di domenica scorsa con lo Steaua è il segnale più eloquente in questo senso. A cui si è aggiunta la richiesta ufficiale dell’israeliano di essere liberato e lasciato andare in Italia. Insomma, una lunga lista di fattori che spingono l’Inter a non farsi dettare le condizioni.
Percorso
Ad ogni modo, da viale Liberazione trapela massima fiducia e, soprattutto, non si avvertono agitazione o particolare fretta. La convinzione è che Khalaili, alla fine, sarà nerazzurro. Certo l’auspicio è di riuscire ad andare a dama entro il weekend, in modo che l’esterno israeliano possa essere a disposizione di Chivu per il raduno di lunedì prossimo o, al più tardi, per la partenza per il ritiro in Germania di giovedì 16. Sarebbe importante perché qualità e doti dell’israeliano sono fuori discussione, ma resta un giocatore che compirà appena 22 anni il prossimo 3 settembre e la cui esperienza, ad un certo livello, è limitata alle due stagioni in Belgio, seppure con una “spruzzata” di Champions e di Europa League. Significa che avrà bisogno di “imparare” il calcio italiano, specificamente per quanto riguarda la fase difensiva.
Del resto è il percorso che hanno già compiuto Dumfries, di cui andrà a prendere il posto, e ancora prima Hakimi, l’esterno a cui viene accostato per caratteristiche. E’ accaduto anche con Luis Henrique, che, di fatto, ha dovuto attendere che si facesse male Dumfries per trovare spazio con continuità. A proposito, resta ancora da capire se sarà proprio il brasiliano, oppure l’adattato Diouf, a dividersi la fascia con Khalaili. Si tratta di una scelta delicata che potrebbe condizionare la stagione. Un motivo in più per testare il prima possibile l’israeliano, così da avere più argomenti per decidere chi sarà più funzionale come suo partner.
