Inter a cinque punte? Meglio l’equilibrio, lo dicono i numeri

Le prime due giornate di Serie A hanno certificato che i nerazzurri costruendo gioco arrivano al gol con tutti i reparti
Pietro Guadagno
Pietro Guadagno

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Pubblicato il 01.09.2026, 10:31

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In attesa di Thuram e Bonny  

Anche perché, peraltro, Chivu non ha ancora utilizzato e sfruttato tutte le armi a disposizione. Al di là di Spence, alle prese con il suo programma di riatletizzazione, sono rimasti a guardare per 180’ sia Mkhitaryan (con il Monza dalla tribuna perché squalificato) sia Carlos Augusto, non certo gli ultimi arrivati. E, considerando l’attacco, il tecnico rumeno ha lasciato in panchina una delle sue punte in entrambe le partite: prima Thuram, in ritardo di condizione, e poi Bonny. Ecco proprio i due francesi (anche se il secondo ha scelto di giocare con la Costa d’Avorio) sono quelli che potrebbero dare quel qualcosa che, a volte, manca nella manovra offensiva. Soprattutto l’ex-Parma, che il guizzo ce l’ha sicuramente, mentre non sempre è continuo e sintonizzato. Ebbene, con un salto di qualità di Bonny, Chivu potrebbe davvero rendere più ricco il suo arsenale. Senza contare, poi, le infinite possibilità di rotazione. Chi altri può permettersi di cambiare in corsa la propria coppia d’attacco? E poi non è nemmeno così vero che all’Inter manchi chi dribbla. Diouf sa bene come puntare l’avversario, tanto che l’allenatore nerazzurro ha pensato bene di dirottarlo in fascia, con risultati più che incoraggianti, per di più. Insomma, con l’ingegno si può fare tutto. E l’Inter è già abbondante anche da quel punto di vista.