L'Inter soffre senza Calhanoglu: ha conquistato anche Chivu anche se l'età...

È l’equilibratore del gioco nerazzurro: legge le situazioni in anticipo. A febbraio compirà 33 anni: le fatiche si sentono  
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Pietro Guadagno
Pietro Guadagno

5 min

Pubblicato il 23.09.2026, 09:07

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C’è ancora Calhanoglu al centro del pianeta Inter. È così dall’ottobre 2022, ovvero da quando Inzaghi lo ha piazzato davanti alla difesa. Brozovic era infortunato, Asllani, il suo sostituto naturale, non dava adeguate garanzie e così la scelta è caduta sul centrocampista turco. In quella posizione aveva già giocato con Giampaolo al Milan, in match perso con l’Udinese e con pessimi risultati. Una svolta che ha cambiato la sua carriera. Ma che ha cambiato anche l’Inter. Visto che ha trovato uno straordinario ispiratore di gioco, nonché un fondamentale uomo di equilibrio.  

Calhanoglu continua a fare la differenza: la sua mancanza si avverte eccome

Sono passati quasi 4 anni e ben poco è mutato. Nel senso che Calhanoglu continua a fare la differenza: c’è un’Inter con lui e un’altra senza. Se ne può fare a meno talvolta - e, in questo senso, Zielinski ha dato una grande mano - ma in certe partite, contro certi avversari, la sua mancanza si avverte eccome. L’ultimo esempio è proprio la sfida con la Roma. L’Inter ha sbagliato l’approccio, era troppo molle. Soprattutto la mediana non riusciva né a fare filtro né a costruire, nonostante, sulla carta, potesse sfruttare la superiorità. Ebbene, è difficile immaginare che sarebbe successo lo stesso anche con Calhanoglu a dirigere le operazioni. Se non altro non nella stessa misura. 

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L'importanza davanti alla difesa

Il centrocampista turco, infatti, è spesso una sorta di ancora di salvataggio per i compagni: si fa affidare il pallone e sceglie lui come gestirlo. E quasi sempre lo ha deciso in anticipo, quindi nessun tocco in più che finisce per attirare il pressing. In aggiunta, tra le sue qualità, c’è anche quella di saper giocare sia lungo sia corto, quindi la manovra, con lui, è meno prevedibile. Poi c’è il lavoro in fase di non possesso. Perché Calha è anche uno schermo davanti alla difesa: intuisce in anticipo il pericolo e si piazza di conseguenza, oltre a essere sempre attento a non sbilanciare la squadra. Per 4 gare consecutive, l’Inter è andata sotto di 2 gol, beh lui non c’era in 3 di queste 4. Era presente a Madrid, ma le reti incassate sono state conseguenza di marchiani errori individuali.