Juve, Morata punta Del Piero e la storia© AP

Juve, Morata punta Del Piero e la storia

Se lo spagnolo va a segno stasera, infrange il record di Alex di 5 reti consecutive in Champions League
Antonio Barillà
5 min

TORINO - Sette gol in 14 partite di Champions, la media bianconera di Alvaro Morata è eccezionale. Non solo: 5 reti sono arrivate consecutivamente nelle ultime 5 partite, permettendo allo spagnolo di eguagliare il record di Alessandro Del Piero (1995-1996: l’anno della coppa al cielo) che stasera potrebbe essere battuto. Morata sarà il punto fermo dell’attacco di Allegri, che ha annunciato il pieno recupero di Buffon (può diventare, pure lui scavalcando Alex, il bianconero con più minuti giocati nella storia) e la conferma in blocco della linea difensiva.

QUALITA’. Il tecnico ha poi elogiato Khedira («Straordinario a San Siro, è tra i migliori d’Europa a livello tecnico e tattico») e commentato il momento oscuro di Pogba: «Deve un po’ ritrovarsi, tornare a fare le cose semplici, può darci molto e da lui pretendo molto. Unico juventino inserito nei 23 per il Pallone d’Oro? Ha tanti margini di miglioramento, l’importante è che si metta in discussione...». Su Cuadrado: «Ha ottime qualità e sta facendo buone cose, crea superiorità numerica, però, come gli dico spesso, deve essere più determinante negli ultimi venti metri, come assist e gol».

CATTIVERIA. Il tecnico respinge quindi l’accusa di mancanza di cattiveria da parte della squadra: «Cosa significa? Nel calcio non si vince picchiando gli avversari o facendo risse, ma dando intensità al gioco e facendo girare veloce il pallone. A San Siro con l’Inter abbiamo fatto bene, però dobbiamo migliorare negli ultimi trenta metri, nell’ultimo passaggio e nella conclusione a rete: di certo non è un problema di cattiveria».

VIDAL. «Giocare contro una squadra tedesca - dice Sami Khedira - per me è sempre particolare, ma alla fine è una partita come tutte. Juve trasformata con il mio rientro? No. Abbiamo avuto delle difficoltà all'inizio, dovute alle partenze di giocatori importanti come Pirlo, Vidal e Tevez, e stiamo cercando tutti di trovare il ritmo, ricalibrare il tutto. E' stato difficile anche per l’allenatore, ma penso che stiamo lavorando molto bene». E a proposito dei grandi ex, Vidal ha speso belle parole per la Juve dopo la partita con l’Arsenal: «La Juve ha tanti giocatori forti, ha tutto per battere il Borussia Moenchengladbach e arrivare fino alla fine».

SFIDE. Tutto pronto, quindi, per una una partita chiave («Se vinciamo è decisiva - dice Allegri -: abbiamo la possibilità di guadagnare punti perché City e Siviglia di affrontano») contro un avversario che ai meno giovani ricoda sfide epiche. Negli anni Settanta, “il Borussia” non era il Dortmund, ma questo: vinse cinque campionati tedeschi, due coppe Uefa e una coppa di Germania, perse una Coppa Campioni in finale con il Liverpool a Roma. E quando incrociava le italiane, era sempre una battaglia: contro l’Inter, nel ‘71, una lattina lanciata dagli spalti del Bökelbergstadion, colpì Boninsegna alla testa e la gara fa ripetuta tra le polemiche («Dicono ancora oggi che recitai: che rabbia, svenni per il dolore» ricorda l’ex centravanti), mentre con il Toro nel ‘76 a Dusseldorf, quando fu espulso Castellini dopo Caporale e Zaccarelli, tra i granata ridotti in otto e senza possibilità di sotituzioni, Ciccio Graziani s’inventò portiere. Fece grandi parate e custodì lo zero a zero, inutile purtroppo per passare il turno: «Ebbi fortuna, quando Simonsen calciò da quattro metri la palla mi arrivò addosso. La gente tifava per me, ogni parata un’ovazione...».

JUVE-BORUSSIA, PROBABILI FORMAZIONI


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus