Juventus, alla scoperta di Höwedes: il campione del Mondo che segnò all'Inter

Il difensore lascerà la squadra di Gelsenkirchen dopo 16 anni. Nel 2011 fece gol ai nerazzurri: «Fu indimenticabile» 

© Getty Images

ROMA - Höwedes è ormai vicinissimo a vestire la maglia bianconera e come tutti i giocatori di sostanza e poco pirotecnici, rischia di diventare un colpo di mercato sottovalutato. In realtà il giocatore nato a Haltern am See (paese vicino al confine con l'Olanda) è uno dei difensori più solidi dell'ultimo decennio in Europa. Sul suo curriculum per esempio brilla il successo nel Mondiale 2014 in cui Höwedes è stato sempre titolare dimostrando tutta la sua capacità di essere eclettico: ha giocato centrale, terzino destro e terzino sinistro senza mostrare grandi differenze di prestazione. E in finale contro l'Argentina, colpì anche un clamoroso palo di testa. Benedikt è un vero e proprio jolly che arriva a Torino nel pieno della maturità calcistica e sarà utilissimo ad Allegri per delineare gli assetti variabili della difesa della Juventus.

Andiamo a scoprire caratteristiche e aneddoti del calciatore tedesco.

 

 

CARATTERISTICHE - Höwedes è un colosso di 187 centimetri ma è in grado di arginare con discreta efficacia anche gli attaccanti più guizzanti. Per certi versi in alcuni aspetti ricorda Andrea Barzagli: di certo quando è dirottato sulla fascia è un terzino più propenso al contenimento che alla spinta a differenza di De Sciglio e Lichtsteiner. Anche se in linea teorica arriverà in solo in prestito, può essere un investimento anche per il futuro perchè a 29 anni può garantire 3-4 stagioni di ottimo livello. L'unica incognita riguarda gli infortuni: l'ultima operazione risale a pochi mesi fa per risolvere un problema all'anca. In precedenza per lui c'erano stati piccoli stop muscolari e per la caviglia dolorante.

 

IL DIVORZIO - Perché lo Schalke 04 ha deciso di ammainare una bandiera storica come Benedikt Höwedes? Il difensore, sbarcato a Gelsenkirchen all'età di 13 anni, aveva ormai rovinato il rapporto con Domenico Tedesco. Ad inizio agosto la rottura insanabile era stata certificata dalla degradazione: l'allenatore infatti comunicato la decisione di sollevare Benedikt dal ruolo di capitano e assegnare la fascia al portiere Ralf Fährmann. Per il ruolo di vice capitano invece è stato scelto Leon Goretzka. L'episodio non è passato sotto silenzio e da quel momento in poi il difensore ha capito che sarebbe stato costretto a lasciare la squadra del suo cuore. Pochi mesi fa, parlando della possibilità di un addio, aveva dichiarato: «Lo Schalke mi ha permesso di esordire e di emergere in Bundesliga, mi ha dimostrato ulteriore fiducia dandomi la fascia da capitano fin da giovanissimo. Voglio continuare a lottare per questo club e aiutarlo ad ottenere buoni risultati. Per questo recentemente ho rinnovato fino al 2020». Parole che adesso sembrano appartenere a un passato remoto.

 

SENSO DI APPARTENENZA - La rottura è resa ancora più clamorosa dal fatto che negli anni scorsi Höwedes aveva sempre rimbalzato i corteggiamenti, anche di fronte a ipotesi intriganti come per esempio quella del Bayern Monaco. Il senso di appartenenza era troppo forte per pensare di poter cambiare maglia rimanendo in Germania. Le frizioni con lo Schalke 04 l'hanno portato recentemente a fare dichiarazioni di altro tenore: «Ho sempre detto che non mi vedo in un altro club di Bundesliga, mentre posso pensare ad andare a giocare all'estero. Quando? Ad oggi non penso sia ancora il momento». Il suo nome  è girato periodicamente sulla bocca degli operatori di mercato: nelle ultime settimane il Liverpool del connazionale Jürgen Klopp si era fatto avanti ma poi la trattativa si è arenata all'improvviso. Anche l'Inter ci aveva fatto un pensierino, forse memore di una partita che risale al 2011...

 

IL GOL ALL'INTER - Höwedes è un giocatore molto corretto: sono solo 5 le espulsioni collezionate in carriera, di cui 3 dettate da un rosso diretto. Non può esser certo definito come un difensore con il vizio del gol: sono 35 i suoi centri con la maglia dello Schalke 04 a fronte di 402 presenze. Tra le 5 reti segnate in Champions League una ha avuto un sapore particolare perchè segnata all'Inter: il difensore appose il suo autografo nella gara di ritorno dei quarti (successo 2-1 dopo il 2-5 di San Siro) contro i campioni d'Europa in carica che furono eliminati nei quarti. «Ricordo benissimo quella rete - raccontò in un'intervista - Agli ottavi avevano battuto il Bayern, quindi eliminarli per noi è stato ancor più esaltante. Vincere 5-2 in casa dei campioni non capita spesso. Fu una serata speciale, indimenticabile».

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