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Calciopoli, Camoranesi: «Noi calciatori trascinati in vicenda di cui non avevamo colpe»

Calciopoli, Camoranesi: «Noi calciatori trascinati in vicenda di cui non avevamo colpe»
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L'ex centrocampista azzurro: «Mondiale vinto grazie a mentalità di Lippi»

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venerdì 24 novembre 2017 21:29

ROMA - Intervistato da Sky Sport nel programma "I signori del calcio", Mauro Camoranesi, campione del mondo con l'Italia nel 2006, è tornato sugli anni in bianconero e sul periodo di Calciopoli: «A me dispiace che io e i miei colleghi siamo stati trascinati in una vicenda in cui non avevamo nessuna colpa, perché le qualità di gente come Ibrahimovic e Vieira poco c’entravano con il fatto che i dirigenti, le società e il calcio italiano avessero commesso degli errori. Per me è stato un colpo fortissimo a livello sportivo e a livello umano; siamo stati danneggiati noi calciatori, cioè la materia prima, quelli che portano avanti questo sport, non quelli che fanno business. A me sinceramente è dispiaciuto molto».

GERMANIA 2006 - Sulla vittoria del Mondiale, Camoranesi riconosce i grandi meriti del ct: «In quell’occasione avevamo un leader, che era Marcello Lippi: una persona che tutti quanti conoscevamo, soprattutto noi del blocco della Juventus sapevamo qual era la sua mentalità, la sua carica. Lui era une persona che dava tanta carica ai giocatori. I giocatori stessi erano già maturi, all’apice della propria carriera. Io penso che già ai quarti avessimo capito che eravamo veramente forti. A leggere la stampa internazionale, l’Italia era già spacciata in partenza, però noi quando entravamo nello spogliatoio sapevamo di avere un gruppo solido. Una volta che siamo scesi in campo contro la Germania, sapevamo già che saremmo arrivati in finale. La nostra mentalità era quella».

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