Sarri: «L'obiettivo è vincere, ma la Juve non è favorita»
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Sarri: «L'obiettivo è vincere, ma la Juve non è favorita»

Il tecnico bianconero è tornato anche sulla polemica con Conte: "Io dalla parte dei forti? Ho fatto un commento su qualcosa che riguarda noi ovvero la differenza tra la Juventus vista contro il Napoli e contro la Fiorentina, giocate a orari diversi. Se Antonio ha risposto in quel modo è perché gli è stato riferito qualcosa di non esatto"

MADRID - In Champions per vincere, ma sapendo che la concorrenza sarà tosta. Maurizio Sarri in conferenza stampa è stato chiaro e ha spronato i suoi in vista del match di domani sera contro l'Atletico.

Sarri, come sta Pjanic?
E’ a disposizione e ha fatto l’allenamento con il gruppo. Valuteremo domani se farlo iniziare o se metterlo in panchina. Di certo è a completa disposizione.

Come si fa ad essere padrone del possesso con Khedira e Matuidi in mezzo al campo?
Non vorrei che questi due giocatori fossero sottovalutati: Khedira può palleggiare ed è un giocatore globale, Matuidi è un campione del mondo e dietro di loro ci sono grandi giocatori come Ramsey e Rabiot che negli ultimi mesi però hanno giocato poco e vanno messi in condizione di dare il loro contributo. A centrocampo siamo completi: abbiamo sia spada che fioretto e possiamo sparare di tutto.

Sente la pressione di vincere la Champions?
Siamo la Juventus e ogni volta che andiamo in campo bisogna vincere. Ci sono squadre attrezzate come noi per vincere. Anzi, ce ne sono 10-12 e il calcio italiano ha perso posizioni rispetto al passato. E' un primato che abbiamo perso negli ultimi 20 anni che penso abbiamo perso per colpe nostre e per nostre intendo tutto il complesso che ruota intorno al calcio. Dobbiamo affrontare queste partite con grande determinazione, ma anche con leggerezza, senza essere assillati dalla fobia di vincere a tutti i costi. L’obiettivo deve essere quello di provare a vincere.

La cavalcata vincente con il Chelsea in Europa League le ha insegnato qualcosa da applicare in Europa con la Juve?
Il calcio è uguale a tutte le latitudini. Non penso ci sia differenza tra giocare in Europa, Italia o Inghilterra. Sicuramente altrove ci sono mentalità diverse dalle nostre. Da noi un gol preso è un dramma settimanale, in altri campionati si batte con l'idea di pareggiare subito. C'è una leggerezza che non c'è da noi, ma dal punto di vista tattico vedo che tutti si stanno adeguando. Il nostro continua a essere non il più qualitativo, ma sicuramente uno dei più difficili d'Europa. Dopo l'esperienza all'estero penso che il livello dei nostri allenatori sia elevatissimo, ma nel mondo attuale le cose si stanno livellando.

Cosa ha pensato sabato quando ha sentito dire a Conte che lei adesso è dalla parte del più forte?
Non ho pensato niente perché non ho guardato la partita. Volevo solo festeggiare il compleanno della mia moglie in pace. A Conte è stato riferito qualcosa di errato. Io ho fatto un commento su qualcosa che riguarda noi ovvero la differenza tra la Juventus vista contro il Napoli e contro la Fiorentina, giocate a orari diversi. Mi riferivo a due partite nostre e se Antonio ha risposto in quel modo è perché gli è stato riferito qualcosa di non esatto.

L’Atletico è uno dei favoriti per la Champions?
E’ una delle squadre che può partire per vincere, ma la Champions la vince una sola squadra. E per farlo ci vuole un po’ anche di fortuna. L'Atletico ha perso un giocatore straordinario, ma ne ha preso un altro straordinario e i giocatori cardine cominciano ad avere l'età giusta. Saul lo ritengo tra i migliori in Europa, hanno giocatori di livello enorme e possono giocarsela con tutti e vincere con tutti.

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