La Juve non è più la dominatrice di una volta
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La Juve non è più la dominatrice di una volta

Crea molto, ma concretizza poco: le partite restano spesso in bilico. Manca l’esplosività

TORINO - Tante occasioni per (quasi) nulla. La Juve domina, spesso e volentieri, nel gioco, ha supremazia territoriale, crea molte opportunità da rete ma concretizza poco in rapporto al volume prodotto. Vince (praticamente sempre) ma non esplode nel punteggio; i successi arrivano con il minimo scarto (il 2-1 è il risultato più gettonato in questo inizio di stagione) e le partite restano spesso in bilico, mai chiuse, con l’avversario non a distanza di sicurezza. Serve più concretezza, lo sa bene Maurizio Sarri, che gradirebbe un approdo più sereno ai minuti finali di gara, senza rimanere in bilico con il rischio di essere rimontati. Il tecnico ha osservato che il problema è una «questione mentale: manca un po’ di determinazione e sacrificio anche in fase offensiva. Non possiamo creare 8-9 palle gol più degli avversari ed essere a rischio sul risultato». In effetti, non si può che dargli ragione: il Comandante ha notato una certa «leggerezza» nei suoi, nel non «tritare» le partite, come invece andrebbe fatto, nel non certificare con i gol la supremazia che si evidenzia in campo. Quando la Juve vince, l’effetto di questa situazione si attenua un po’, mentre diventa di portata ben maggiore quando i bianconeri frenano, come è accaduto a Lecce. Tante opportunità fallite e due punti gettati al vento.

Numeri

Contro i salentini, i campioni d’Italia hanno prodotto 25 tiri, ovvero occasioni in base alle statistiche, 4 nello specchio (compreso il palo clamoroso di Bernardeschi a porta vuota) ma hanno ricavato soltanto un gol, per giunta su rigore. E un ammontare così alto di tentativi non è una novità: 21 tiri contro il Verona, 20 a Brescia, 21 contro la Spal (10 nello specchio della porta avversaria), 23 contro il Bologna (10 nello specchio), 27 con il Genoa (11 nello specchio). Il bottino è sempre stato però al massimo di 2 reti. L’unica eccezione, in campionato, è stata contro il Napoli: 4 reti (una di queste autogol) con 12 tiri e tracce di concretezza. Zero gol, invece, nel pareggio in casa della Fiorentina, il match in cui la Juve finora ha costruito di meno: soltanto 8 occasioni. Nelle 10 giornate di campionato, la squadra di Sarri ha tirato in porta 189 volte (18,9 di media a partita), 65 volte nello specchio (6,5 a gara), realizzando 18 reti (1,8 a match).

Leggi l'articolo completo sull'edizione odierna del Corriere dello Sport 

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