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Platini: "Io vittima di un complotto. Ronaldo? Reazione umana e normale"

L'ex presidente della Uefa, durante la presentazione del libro "Il Re a nudo", ha chiuso le porte su un possibile ritorno alla Juve: "Non si vivono due storie d'amore"

ROMA - È tornato a parlare Michel Platini. Ha voluto respingere nuovamente le accuse mosse contro di lui nel recente passato. L'ex presidente della Uefa - dal 2007 al 2015 - ha rilasciato dichiarazioni molto dure nel corso della presentazione del suo libro, "Il Re a nudo": "Sono rimasto vittima di un complotto, un processo mediatico violento, ma la vita non è finita. Devo avere un'ultima avventura, non posso chiudere con la parola 'sospeso' dalla Fifa". In molti hanno subito pensato alla possibilità di rivederlo alla Juventus sotto una veste dirigenziale. Ipotesi però scartata dal diretto interessato: "Non si vivono due storie d'amore con la stessa persona. Non ritornerò dove sono già passato. In futuro voglio ancora sentirmi utile. Potrei collaborare con Agnelli nella Eca? Tutto è possibile, ho ottimi rapporti con lui ma lui non mi ha mai chiesto un consiglio".

Le possibili riforme

Sulla possibilità che i club varino la SuperChampions, l'ex numero 10 è piuttosto scettico: "Se ne parla da 15 anni... I grandi club da sempre vogliono organizzare le proprie manifestazioni perché chi ha le competizioni ha i soldi. Tra leghe, federazioni e istituzioni il rapporto è sempre difficile". Platini è chiaro su cosa gli piacerebbe fare qualora avesse di nuovo la possibilità di cambiare il calcio: "La prima riforma che farei? Non possiamo lasciare le stesse persone ad organizzare e giudicare, la commissione etica è come una giustizia interna. E se ti vogliono fare fuori come hanno fatto con me e con altri, ti fanno fuori".

Platini sul caso Ronaldo alla Juve

Platini derubrica a "umana e normale" la reazione avuta da Cristiano Ronaldo dopo la sostituzione durante Juventus-Milan. Il portoghese non ha aspettato, tra le altre cose, la squadra negli spogliatoi e ha lasciato lo Stadium in anticipo rispetto al fischio finale. "Non è un messaggio sbagliato o negativo per i bambini che lo hanno visto - spiega Platini  - ognuno ha la propria suscettibilità. E' normale e umano poter non accettare la sostituzione, lui pensava di poter risolvere la partita. Pensate che nella mia Juventus poteva uscire Boniek per fare entrare, ad esempio, Prandelli, quindi un difensore per un attaccante, e se ne parlava per giorni interi". Platini considera la Juventus "una macchina molto forte" anche in chiave Champions League ("ma per vincere le coppe serve anche un po' di fortuna") e fa un punto su quali talenti lo hanno impressionato di più in questi anni: "Arriviamo da una generazione marchiata da Ronaldo e Messi. Poi mi piacciono Neymar, Mbappè e Hazard".

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