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Juve, Pirlo: "Felice di esser tornato in famiglia. Voglio vincere come fatto da calciatore"

Le parole del nuovo tecnico della formazione U23 nella conferenza stampa di presentazione

Juve, Pirlo:
© Juventus FC via Getty Images

TORINO - Chiusa la carriera italiana da calciatore con la maglia della Juve, per Andrea Pirlo è giunta l'ora di intraprendere la sua prima esperienza in panchina. L'ex centrocampista è infatti il nuovo allenatore della Juve U23 e prende il posto di Fabio Pecchia. Ieri l'annuncio ufficiale, oggi la presentazione nella prima conferenza stampa da nuovo tecnico della formazione U23, che milita in Serie C.

Pirlo, il bentornato di Fabio Paratici

Nella prima uscita del "Maestro" nelle vesti di allenatore, a prendere la parola è il ds della Juve Fabio Paratici, che spiega: "Siamo arrivati alla scelta ad Andrea Pirlo. Questo progetto è nato due anni fa, solo il 20 luglio ci è stato comunicato che potevamo fare la seconda squadra. In quel momento la scelta è caduta su Zironelli che conosceva la categoria. Nella seconda stagione abbiamo scelto Pecchia per cercare di portare appartenenza e ambizione che deve sviluppare un progetto in questo senso. Adesso abbiamo scelto Andrea perché è stato un esempio per come s'interpreta la professione di calciatore e siamo sicuri che lo trasmetterà anche come allenatore. Pensiamo abbia tutte le caratteristiche per fare una carriera da grande allenatore". Poi tocca parlare a Federico Cherubini, responsabile del settore giovanile bianconero: "Vorrei tornare al punto di partenza e qual era l'obiettivo finale della Seconda Squadra. L'obiettivo è portare due-tre giocatori in prima squadra. Ovviamente passiamo anche da un percorso calcistico e abbiamo anche l'ambizione di puntare al salto di categoria. In questo progetto c'è un ambito formativo. Qualche anno fa abbiamo compreso come la gestione dei prestiti era onerosa e difficile. In questi anni abbiamo dato a disposizione giocatori alla prima squadra e anche al mercato che è un aspetto importante di valorizzazione".

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Juve U23, le parole di Pirlo nella conferenza stampa di presentazione

Poi tocca ad Andrea Pirlo prendersi la scena e pronunciare le sue prima parole da nuovo allenatore della Juve U23: "Innanzitutto voglio ringraziare il presidente, Fabio e Federico che mi hanno dato la possibilità di tornare nella famiglia Juventus. È un orgoglio poter cominciare questa carriera da allenatore, le ambizioni sono le stesse da calciatore, spero di fare lo stesso percorso. Gli obiettivi sono gli stessi, ma è tutto da scoprire, sarà tutto nuovo ma non vedo l’ora di iniziare. Ho avuto la necessità di staccare all’inizio, ma facendo i corsi di Coverciano ho capito che questo era il percorso giusto. Sono felicissimo di essere tornato alla Juventus". Poi si parte con le domande dei giornalisti:

Quando hai capito che volevi fare l'allenatore?
"Quando ho smesso di giocare ho cominciato a fare i corsi. Facendoli mi cresceva la voglia di conoscere e da lì mi sono infognato e mi sono buttato al cento percento. Ho avuto tanti allenatori nella mia carriera e tutti mi hanno dato qualcosa. Io ho da tempo un modulo in testa, la mia squadra dovrà giocare bene e sempre per vincere. Odiavo tante cose da giocatore ed eviterò di farle da allenatore".

Ti sarebbe piaciuto giocare nella Juve di Sarri?
"Mi sarebbe piaciuto in questa Juve. Il gioco di Sarri mi piace, si sarebbe sposato con le mie caratteristiche".

Chiederà consigli a Sarri?
"Ho seguito i ragazzi dell'Under 23 in questi anni e sono cresciuti tanto. Chiaramente devo avere un rapporto quotidiano".

Quali sono le sensazioni in questa settimana?
"La prima squadra è una cosa, io un'altra. Lo scudetto è già stato vinto, bisogna giocare al meglio la Champions League. Loro si saranno preparati alla morte per questa partita, la Juve arriva un po' stanca ma sarà prepararsi al meglio".

Perché questo legame con la Juve?
"Ho sempre mantenuto i rapporti di stima e amicizia. Non ho più rapporti con il Milan perché non c'è più nessuno di quelli che c'erano se non Maldini. Il mio percorso è stato quello di venire a vivere a Torino e ora di fare l'allenatore".

Hai pensato di fare il dirigente?
"No. Ho dei sogni e per raggiungerli il modo è fare l'allenatore".

Cosa non vorrai dire ai tuoi ragazzi?
"Dovrò spiegare cosa vuol dire giocare nella Juventus e quanti sacrifici servono per giocare in prima squadra. Dovremo essere pronti per calarci in questa realtà di Lega Pro, dovremo avere motivazioni per fare un campionato importante".

Quali sono le aspettative sui brasiliani, Rosa e Wesley?
"Li conosco, hanno qualità, spero di averli a disposizione".

Il Modulo?
"Non è importante quanto l'occupazione degli spazi, con principi di gioco da attuare".

Senti la responsabilità?
"A me piace la responsabilità. Tutti vorrebbero fare il percorso di Zidane e Guardiola, ma questo bisogna meritarselo. Ho avuto altre offerte ma ho deciso che venire ad allenare qua era la scelta giusta".

Difficoltà nel percorso di studio per diventare allenatore?
"Un po' sulle materie più lontano come la psicologia. Però immaginavo già i miei giocatori in campo".

Ad Agnelli: potremo vedere un giorno Pirlo allenatore della prima squadra?
"Ci sono esempi in Europa che hanno fatto questo percorso. La promozione in prima squadra è valida per i giocatori e anche per i gli allenatori. Chiaramente c'è un percorso da fare e bisogna meritarselo".

Cosa c'era in quello spogliatoio azzurro nel 2006? Ora molti siete allenatori
"C'erano tante percorso per bene che avevano passione di andare avanti e raggiungere obiettivi. Se non hai sogni e ambizioni devi andare a fare qualcos'altro".

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