Dybala è scomparso, la Juve è preoccupata: tutti i dubbi di Pirlo

Aumenta la distanza dalla vetta (6 punti). Tra le fragilità ci sono la dipendenza da CR7 e la mancanza di personalità
Dybala è scomparso, la Juve è preoccupata: tutti i dubbi di Pirlo© Getty Images

Meno 6. La distanza aumenta e la Juve adesso deve davvero cambiare marcia per raggiungere l’obiettivo indicato dal presidente Agnelli, il decimo storico scudetto consecutivo. La classifica peggiora, il Milan ora è distante appunto sei lunghezze: era dal 2015-16, annata della partenza choc con soli 12 punti, che i bianconeri non si trovavano così distanti dalla vetta dopo solo nove turni. La Juve di Pirlo ha anche sei punti in meno rispetto alla Juve di Sarri, due in meno della prima Juve di Conte e cinque in meno del primo Allegri, per restare negli anni del ciclo tricolore. La qualificazione agli ottavi di Champions League non deve ingannare perché il girone si è rivelato uno dei meno qualitativi degli ultimi anni.

La Juve di Pirlo è Ronaldo-dipendente 

C’è una Juve con Ronaldo e una Juve senza Ronaldo. E quando manca il fenomeno - bisognava per forza lasciarlo a casa e non portarlo neanche in panchina? - sono guai. Cinque gare: una vittoria (Dinamo Kiev), tre pareggi (Crotone, Verona e Benevento) e una sconfitta (Barcellona). Con Cristiano c’è una media di 2 gol a partita; senza si scende a 1,3. E se non ci pensa Morata, non si trova la strada del successo. 

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Dybala scomparso, la Juve preoccupata

Ronaldo più Morata, ok. Ma Dybala? C’è stata poca Joya finora. Anche a Benevento ci sono stati soltanto bagliori di Paulo, che ha sfiorato due volte il gol ma è apparso sfiduciato e ancora lontano dalla condizione migliore. Sembra comunque una questione di tempo: una volta ritrovata la brillantezza fisica, sulla quale sta lavorando, e il gol che sblocca anche la testa, il Diez tornerà a fare la differenza.

Juve, troppi blackout

Sei punti di divario dal Milan e sei punti persi da situazioni di vantaggio. Le statistiche fanno rima. La Juve si è fatta rimontare dal Verona, dalla Lazio e dal Benevento, incapace di gestire il risultato a causa di cali di tensione specie nei finali di tempo. Un problema che sembrava essere stato archiviato nella scorsa stagione in cui la tenuta mentale, e di conseguenza difensiva, era stata più che deficitaria e che invece si ripresenta.

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