Juve, il gol al Genoa fa entrare Dybala nella storia per due motivi

Il bianconero ha raggiunto Roberto Baggio a quota 115 gol con la maglia bianconera. La Joya è inoltre diventato il quinto argentino a raggiungere almeno quota 10 gol in sei differenti stagioni di serie A
Juve, il gol al Genoa fa entrare Dybala nella storia per due motivi© LaPresse
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Paulo Dybala sta lasciando il segno prima di abbandonare la Juve. Con la rete al Genoa, infatti, pur insufficiente ad evitare la sconfitta dei bianconeri, la Joya ha raggiunto quota 10 gol in serie A quest'anno. Ed è un traguardo particolare per due motivi, uno inerente alla storia della Juve, l'altro a quella della Serie A,

Juve, Dybala raggiunge Roberto Baggio

Il gol al Genoa, segnato peraltro di destro, ha infatti permesso a Dybala di salire a quota 115 gol complessivi con la maglia della Juve tra tutte le competizioni e di eguagliare un certo Roberto Baggio al nono posto della classifica marcatori all time del club bianconero, guidata da Alessandro Del Piero con 290. Dybala però non riuscirà a scalare altre posizioni, visto che all'ottavo posto c'è il danese John Hansen a quota 124.

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Dybala nella top degli argentini d'Italia: Batistuta davanti a tutti

Inoltre, raggiungendo per il sesto anno in serie A il traguardo di almeno 10 reti in un singolo campionato, Dybala è entrato nel gruppo molto ristretto di argentini capaci di questa impresa. Prima di lui, a riuscirci erano stati il grande Gabriel Batistuta, che guida la classifica con nove campionati in doppia cifra, Hernan Crespo che ci è riuscito in otto occasioni, Abel Balbo in sette e Mauro Icardi in sei, quindi alla pari con il numero 10 bianconero. Una sfilata di giocatori che nel nostro campionato, come goleador, si sono fatti rispettare eccome. Se vogliamo, però, c'è una differenza: quelli citati erano tutti classici numeri 9, attaccanti d'area di rigore; Dybala, invece, non ha praticamente quasi mai fatto questo ruolo, giocando a tutto campo e, con il passare degli anni, sempre un po' più indietro rispetto agli inizi nel Palermo e nella Juve. Tanto da venire definito appunto 'tuttocampista', con numeri però da attaccante. A volte accusato di non accompagnare troppo la prima punta, lasciandola sola nelle grinfie dei difensori centrali avversari.

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