Juve, tutti i nodi di Allegri: ci mancava solo De Ligt

Bianconeri in forte ritardo: Vlahovic rimane l’unico riferimento offensivo, difesa e centrocampo sono completamente da rifondare. Non basta il solo arrivo di Pogba
Juve, tutti i nodi di Allegri: ci mancava solo De Ligt© Juventus FC via Getty Images
4 min
Filippo Bonsignore

TORINO - Tutti i nodi di Max. A nove giorni dal raduno, che certifica il via della nuova stagione, la Juve è ancora un cantiere aperto con diverse incognite. Un tassello al progetto di rilancio è stato messo e costituisce il primo grande colpo dell’estate, vale a dire Paul Pogba. Naturalmente, però, non è sufficiente il ritorno del francese per colmare il gap nei confronti del Milan campione d’Italia, dell’Inter, protagonista in questa fase di mercato, e del Napoli, ovvero delle tre squadre che sono arrivate davanti ai bianconeri nello scorso campionato. Bisogna andare oltre il Polpo, insomma, e qui viene il difficile perchè il resto delle trattative è bloccato. Sia in entrata, con il punto interrogativo principale che riguarda Di Maria, sia in uscita, per quanto riguarda quelle operazioni che devono portare allo sfoltimento della rosa e a finanziare anche gli altri acquisti. E poi ci sono gli imprevisti, come il caso De Ligt, che ha chiesto la cessione, portando di fatto su un binario morto la trattativa per il rinnovo. Il prolungamento del contratto del difensore olandese, in scadenza nel 2024, resta una priorità della società bianconera, che tiene la porta aperta al giocatore nonostante la distanza cristallizzata dopo il confronto con la sua agente, Rafaela Pimenta, ma, al tempo stesso, considera cedibile Matthijs e non potrà opporsi se qualcuno si presenterà con un bonifico da 115 milioni per onorare la clausola rescissoria.

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Vuoto

L’eventuale addio di De Ligt aprirebbe una voragine dal punto di vista tecnico nella difesa juventina, non irreprensibile (eufemismo) nelle ultime due stagioni e già da rinforzare dopo l’addio di Chiellini. Il vuoto da colmare, quindi, potrebbe ampliarsi e non basterebbe in questo senso il pur promettente acquisto di Gatti. Una sensazione di incompletezza abbraccia anche gli altri reparti. Fari sull’attacco, per capirsi. Là davanti, al momento, c’è soltanto Vlahovic come punto fermo e sicuro titolare. La Juve deve ancora rispondere alle partenze di Bernardeschi, Dybala e Morata e anche il futuro di Kean è in bilico. Chiesa, invece, non tornerà a disposizione prima di settembre-ottobre e necessiterà di tempo per ritrovare il passo dopo il grave infortunio. Così come Kaio Jorge, alle prese con un problema ancora più serio, che potrebbe però andare in prestito. Chi giocherà accanto a Dusan, quindi? Forse Di Maria, ma prima bisogna attendere che il campione sciolga la riserva e scelga tra bianconeri e Barcellona, il club evidentemente preferito dal giocatore. Sarà il weekend della risposta definitiva del Fideo? Alla Continassa se lo augurano anche perchè, in base alla decisione dell’argentino, bisognerà muoversi di conseguenza. C’è, ad esempio, Filip Kostic in attesa di notizie: la Juve ha già un principio di accordo con l’esterno offensivo serbo dell’Eintracht Francoforte ma non con il club tedesco. Il vice-Vlahovic, poi, non ha ancora un nome.

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Pogba e...

Un passo indietro a centrocampo e la situazione non è tanto diversa. Pogba sarà la base del reparto, insieme a Locatelli; per quanto riguarda il resto dei componenti, però, la situazione è nebulosa. Tutti, infatti, sono in vendita: dagli esuberi acclarati ormai da tempo come Arthur e Ramsey, a Rabiot, che ha chiesto di andare via, fino a McKennie e perfino Zakaria, sacrificabili in caso di offerte convenienti. I nodi da sciogliere, in definitiva, sono molti. Allegri attende sviluppi con una certa inquietudine e auspica di avere la rosa il più possibile definita per l’inizio della preparazione. Missione non semplice, in verità: il tempo stringe e non è ancora la Juve di Max.

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