Capello: “Gli infortuni pesano tanto. Allegri risalirà”

Così l’ex allenatore sul momento della Juve: “Allegri ha voluto un certo mercato ma gli sono venuti a mancare i muri portanti: a gennaio con Chiesa e Pogba sarà diverso”
Capello: “Gli infortuni pesano tanto. Allegri risalirà”© ANSA
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Andrea Ramazzotti 
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MILANO - All’appello manca... Massimiliano Allegri. Intervenuto ieri sera alla presentazione di Sky Glass, la nuova televisione targata Sky, Fabio Capello ci ha parlato del momento difficile della Juventus e ha punzecchiato sia la Signora sia il suo tecnico.

Capello, come spiega il ko della Juve contro il Benfica? 
«Molto semplicemente: ha giocato trenta minuti da squadra vera, come non le era mai riuscito finora. Ha mostrato velocità, qualità, grinta e poteva anche andare sul 2-0. Poi però si è spenta, è tornata ad avere un atteggiamento rinunciatario e ha perso nettamente. Vedendola messa sotto in quel modo ho pensato: “E’ tornata la Juve di prima”».

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Come lo spiega quel calo? 
«Non può essere una questione fisica perché una flessione può esserci dopo un’ora, non dopo trenta minuti. Credo che un crollo simile sia molto frutto della testa, della mancanza di attenzione, della sicurezza e della convinzione che ti vengono meno. Sgonfiarsi improvvisamente, pur contro un’avversaria difficile e di qualità come il Benfica, non è normale».

Due ko nelle prime due giornate di Champions, cosa mai successa nella storia del club bianconero, non sono certo frutto del caso. 
«Inutile nascondere che il momento è difficilissimo e che il cammino in Europa è compromesso. Perché magari all’ultima giornata la Juve può battere in casa il Psg, ma alla penultima vincere a Lisbona contro il Benfica la vedo dura».

Il nostro direttore, Ivan Zazzaroni, sostiene che i limiti della rosa siano superiori alle capacità di Allegri. 
«Faccio un passo indietro... di dodici mesi: quando sono tornati in Serie A quattro grandi allenatori come Spalletti, Sarri, Allegri e Mourinho dissi: “Il primo anno non giudichiamoli. Aspettiamo il secondo perché hanno bisogno di tempo per capire la squadra e intervenire”. Adesso posso affermare che Sarri ha fatto un buon lavoro e la sua mano nella Lazio si vede, che Spalletti con il Napoli è primo in Italia e in Europa e che Mourinho ha vinto un trofeo ed è secondo in classifica. All’appello manca completamente Allegri».

Perché?  
«Ha voluto un certo tipo di mercato per costruire una formazione a lui congeniale, ma sono venuti meno... i muri portanti».

A causa degli infortuni. 
«Tanti, troppi. Mi verrebbe da chiedere... perché così tanti? E meno male gli hanno preso Milik che sta dando una bella mano con le sue reti».

Quanto “pesa” l’assenza di Pogba? 
«Parecchio. Era uno dei muri portanti di Allegri». 
 
E’ stato giusto riportarlo a Torino o sarebbe stato meglio puntare su un altro tipo di centrocampista? 
«Pogba non si discute. Lo stesso Di Maria. Avete visto come è entrato contro il Benfica? Era al 70%, eppure ha servito due palloni splendidi per i compagni. La qualità è qualità».

Il Fideo insomma è stato un grande acquisto, non un colpo... mediatico? 
«Ripeto, Di Maria è un fuoriclasse che ti cambia la gara e fa la differenza. Quando starà bene, sistemerà molte cose».

I tifosi mercoledì hanno fischiato i bianconeri e Allegri. Giusto andare avanti con Max? 
«Se la società ha allestito l’organico che voleva il tecnico, bisogna aspettare che Allegri abbia a disposizione gli elementi richiesti. A gennaio con Chiesa, Di Maria e Pogba sarà un’altra Juventus».

Per il momento, complici i continui cambi, non c’è ancora un’identità tattica precisa. 
 «Quando hai tanti calciatori fuori, è complicato anche buttar giù la formazione...».

Quale futuro attende la Juve? 
«In campionato le mancano i due punti che ha conquistato sul campo e che le hanno tolto (il Var contro la Salernitana, ndr). Con quelli sarebbe a posto, ma la Serie A è lunga e competitiva: Allegri lotterà per il titolo con il Milan, l’Inter, il Napoli e la Roma. In Europa è tutto più complicato».

A proposito di Champions, è impressionato dal Napoli? 
«E’ la squadra che per ora gioca meglio e lo ha confermato con prestazioni di grande valore in campo internazionale, da quella con il Liverpool a quella con i più modesti Rangers. Gli azzurri passeranno il turno perché hanno qualità, organizzazione e convinzione».

Il Milan versione europea la convince? 
«Gioca con la stessa personalità mostrata in campionato fin dallo scorso anno. E’ un segnale importante. Andrà agli ottavi».

Chiudiamo con l’Inter. 
«A Plzen in superiorità numerica doveva prendere a pallate l’avversario, invece ha atteso troppo. L’innesto di un leader come Acerbi e il ritorno di Lukaku le daranno una mano». 

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