Giocatori della Juve, ora dimostrate di essere davvero attaccati alla maglia

Sia pure a ranghi ancora incompleti, la squadra ha ripreso gli allenamenti. Nel momento più difficile dopo Calciopoli, la società chiede ai suoi calciatori di essere all'altezza del momento e, dal 4 gennaio, di continuare a risalire in classifica. Obiettivo minimo stagionale: la qualificazione alla Champions League
Giocatori della Juve, ora dimostrate di essere davvero attaccati alla maglia© Juventus FC via Getty Images
Xavier Jacobelli
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Oggi la Juve ha ripreso ad allenarsi alla Continassa, sia pure a ranghi incompleti per via degli assenti causa Mondiale. Massimiliano Allegri è stato il primo ad arrivare con tre ore e mezzo di anticipo sull'orario fissato: un segnale evidente di quanto l'allenatore sia consapevole del nuovo ruolo che il ciclone in corso sulla società gli ha indirettamente attribuito, investendolo della responsabilità di essere più che mai il punto di riferimento del mondo Juve. In campo e, fuori dal campo, assieme a Federico Cherubini.

La squadra che Allegri aveva congedato la sera del 15 novembre, prima dello stop imposto da Qatar 2022, era in salute: sei vittorie consecutive senza subire un gol, la risalita in classifica sino dal terzo posto, sebbene sempre a dieci punti dal Napoli capolista. Ma, dal 4 gennaio, di punti a disposizione per tentare l'impossibile ce ne saranno 69. Allegri lo sa e lo sanno anche i giocatori ai quali la società chiede di essere all'altezza della situazione per dimostrare di essere davvero attaccati alla maglia. L'obiettivo minimo stagionale è la qualificazione alla Champions League: lo impongono esigenze di carattere sportivo e di bilancio, nel bel mezzo di una tempesta che scandirà i prossimi mesi del gruppo juventino.

Alla Continassa è ritornato anche Pogba, l'uomo attorno al quale si concentrano le speranze dei tifosi, con l'auspicio che la seconda parte della stagione del francese sia diametralmente opposta alla prima. L'altro bianconero che si accollerà l'onore e l'onere di trascinare la squadra si chiama Federico Chiesa. Undici mesi fa, il campione d'Europa si infortunò gravemente e la sua assenza ha pesato in maniera molto evidente sul rendimento della squadra sia nell'ultima sia nell'attuale stagione. Grazie a Dio, però, prima della sosta l'ex viola ha ricominciato a giocare, anche in Nazionale e questo è un ottimo segnale, sia per Allegri sia per Mancini. Tuttavia, poiché le sorti di una squadra non dipendono mai né da uno né da due giocatori, ma dal rendimento collettivo, qui sta il punto: come accadde nell'anno uno dopo Calciopoli, chi si ritiene da Juve deve dimostrare di essere da Juve. Il 4 gennaio è vicino.


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