Giuntoli riunisce la Juve a cena: il gesto dopo il ko in Champions
Chissà se Cristiano Giuntoli ha mai letto Fran Lebowitz. Di sicuro, prendendo in prestito una delle più celebri citazioni della scrittrice, chiederebbe a gran voce di non giudicare un libro solo dalla copertina: la Giovane Juve, del resto, è all’inizio del suo progetto triennale. Epppure, la Signora è stata costruita a colpi da 40-50 milioni ed è ovviamente sotto processo vista la distanza dalla vetta in A e la conclusione anticipata dell’avventura in Champions. Ieri sera il dt l’ha portata a cena per ricompattarla: staff di varie aree e dirigenti si sono dati appuntamento ancora al ristorante di Bonucci, in un’elegante villa barocca del centro di Torino, lo stesso locale che si è rivelato già ben augurante a due giorni dal derby d’Italia vinto contro l’Inter. In quel caso pagò Thiago Motta. L’ultimo incontro è servito invece per rimettere insieme qualche coccio dopo l’inaspettato ko contro il Psv e delineare qualche strategia futura, tra conti da fare e mercato da programmare.
I conti
Gran parte del menù della Signora è già stato scritto. In estate comincerà il secondo atto del piano triennale studiato da Giuntoli: il primo è servito a rivoluzionare la squadra, inserendo 13 nuovi calciatori in rosa in due sessioni di mercato, per un totale di 225 milioni di investimenti non ancora tutti fatti fruttare al meglio (si pensi a Douglas Luiz). Per potersi permettere una campagna acquisti così faraonica, la Juve ha adottato una strategia a medio-lungo termine, rateizzando le uscite. Cifre alla mano, la sessione estiva è infatti costata nell’immediato 60 milioni, bonus esclusi: 13,6 la quota annuale di Koopmeiners, 12,8 quella di Douglas Luiz, 8,4 per Nico Gonzalez, 7 per il prestito secco di Conceiçao, 6,8 per Thuram, 4,2 per Cabal, 4,5 per Di Gregorio e 3,3 per Kalulu. Quella invernale altri 12: 3 milioni sono stati destinati alla prima trance di pagamento del cartellino di Alberto Costa, 3,8 è costato il prestito secco di Veiga, 3,6 (senza considerare la commissione) quello di Kolo Muani e altri 3 hanno convinto il Newcastle a cedere per mezza stagione Kelly. Per l’estate, tra riscatti e rate, la Juventus ha già impegnato circa 70 milioni. Altre risorse saranno necessarie per rinforzare la squadra, a partire dall’acquisto di Conceiçao per una cifra vicina ai 30 milioni, fino ad arrivare alla trattativa che dovrebbe portare Kolo Muani a mettere radici in bianconero. «Lui vuole restare con noi», ha spiegato Giuntoli.
Juve, obiettivo Champions
Per completare la rivoluzione serve però la Champions. Alla luce di questi calcoli, si capisce perché raggiungerla anche il prossimo anno è una missione più che un obiettivo. Ed è bene fissare già da subito l’asticella al 4° posto, e non al 5° come fece Thiago l’anno scorso col Bologna, dato che dal ranking arrivano notizie poco incoraggianti. In questa deludente campagna europea, la Signora ha messo da parte 63,4 milioni tra bonus partecipazione, posizione in classifica, quota dei diritti europei e non europei, bonus dei risultati nella fase campionato e dei playoff. Di fatto, è come se il percorso compiuto avesse finanziato la quota annuale degli acquisti già completati. Se non dovesse fare affidamento su questi stessi soldi anche il prossimo anno, la Juve rischierebbe di dover passare da un ridimensionamento o da un nuovo aumento di capitale. Nessuna delle due fattispecie è nei piani di una società che punta, viceversa, a crescere e a consolidarsi in Europa con le proprie forze.Da non perdere
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