Retroscena Juve: cosa ha detto Tudor alla squadra a cena prima della Roma

Il tecnico croato indica la strada per arrivare in Champions League: tutto passa per gli scontri diretti. E con il gruppo ha fatto un patto
Giorgio Marota

Pubblicato il 04.04.2025, 07:37

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TORINO - Dicono ci voglia un buon piatto per fare un vero patto. Non a caso, quello tra Tudor e la Juve è stato condito nel solito ristorante di Bonucci, in centro a Torino, dove già Motta aveva provato a dare una sterzata alla stagione prima del successo con l’Inter - sembrava esserci riuscito - e dove Giuntoli, poche settimane dopo, si era riunito con i suoi collaboratori per studiare le prime strategie di mercato in vista dell’estate. L’allenatore croato ha fatto un discorso alla squadra, richiamando all’unità. Questo il senso: io vi aiuto a rendere al meglio, voi datemi una mano a restare qui e costruire un altro futuro insieme. Tudor sa bene che la sua conferma passa da un finale in crescendo e che il quarto posto potrebbe non bastare: il suo contratto si rinnova in automatico in caso di piazzamento Champions, ma entro la fine di luglio la Juventus ha un’opzione per renderlo comunque inefficace, garantendosi la possibilità di scegliere il nuovo tecnico dopo il Mondiale. Igor non deve solo vincere; deve anche e soprattutto convincere, con il gioco, con gli atteggiamenti e dimostrando che il gruppo è suo alleato, una società che sta nel frattempo cambiando pelle. John Elkann è sempre più deciso a guidare in prima persona il futuro con scelte forti all’insegna della discontinuità rispetto alla stagione delle deleghe.

Juve, quota Champions a 70 punti

Alla fine del campionato mancano otto partite e tre sono scontri diretti. Tutti in trasferta. In poco più di un mese la Signora farà due volte visita all’Olimpico: domenica contro la Roma, l’11 maggio contro la Lazio. Una settimana prima dei biancocelesti, giocherà a Bologna. Con la quota Champions fissata a 70 punti - Motta ha lasciato la Signora a 52, con 9 partite ancora da disputare - saranno necessarie almeno due vittorie in queste tre gare per mantenere la media. Perderne una, però, potrebbe complicare la scalata.  

Di sicuro va invertita una rotta pericolosa. Nelle 13 gare giocate contro Inter, Napoli, Atalanta, Bologna, Roma, Lazio, Fiorentina e Milan sono arrivati 16 punti. Pochi. La vittoria e il pareggio contro Inter e Milan, quindi, sono stati degli abbagli alla luce dei tre punticini racimolati con la Dea, con il Napoli e con la Viola in sei match. All’andata con Roma e Bologna sono arrivati due pari, mentre la Lazio è stata battuta 1-0, però soffrendo e senza riuscire mai a mettere sotto un’avversaria rimasta in dieci per 80’. Oltre agli scontri diretti, c’è un calendario in leggera discesa: Lecce, Monza e Udinese in casa e Parma e Venezia in trasferta. «Proviamo a vincerle tutte», ha ribadito Tudor.

Tudor, tre cambi di formazione per la Roma

Intanto, ieri mattina alla Continassa sono proseguite le prove tattiche. Solidità, verticalità e prudenza saranno ancora le chiavi del 3-4-2-1. A due giorni da Roma-Juve sono ipotizzabili almeno due cambi di formazione rispetto al successo contro il Genoa: Kalulu al posto dell’infortunato Gatti e Kolo Muani dall’inizio. Se il francese dovesse fare il centravanti, allora darebbe il cambio a Vlahovic; se giocasse sulla trequarti, invece, manderebbe in panchina Koopmeiners. Teun, quasi certamente, non comincerà la partita, mentre il duttile McKennie dovrebbe trovare comunque un posto. Cambiaso è recuperato: ha due allenamenti per convincere Tudor a schierarlo.

 

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