Juve, bivio Champions: c'è un fattore che favorisce Tudor
Parma, Monza, Udinese e Venezia. Se è vero che la Juventus ha due scontri diretti fuori casa, contro Bologna e Lazio tra il 4 e l'11 maggio, le altre quattro gare dovrebbero, condizionale d'obbligo, essere sulla carta più agevoli.
Juve, a Parma viatico fondamentale
I bianconeri sono a quota 59 e facendo filotto con le piccole arriverebbero a 71 punti, in piena zona Champions: nelle ultime tre stagioni sono bastati per confermarsi al quarto posto, probabilmente succederà anche stavolta perché dalla posizione dell'Atalanta in giù è tutto in bilico, con alti e bassi per tutte le candidate. Per questo motivo, con un minimo di continuità, le distanze potrebbero diventare incolmabili. Per questo vincere con il Parma è un viatico fondamentale, così come ripetersi contro un Monza oramai in disarmo. Sei punti in due partite significherebbero potere gestire un discreto vantaggio a inizio maggio, senza la necessità di fare un colpo esterno. Meglio non perdere, è chiaro, ma alla fine il quarto posto è l'unico obiettivo di questo finale, al netto del Mondiale per Club.
Senza Champions League sarà rivoluzione
Cosa succederebbe senza Champios? Non è dato sapere. Sicuramente non verrebbero confermati i giocatori arrivati in prestito, eccezion fatta per un Kalulu che ha convinto tutti anche per una valutazione non esagerata - 14 milioni - e prestazioni più che buone. Da Renato Veiga a Francisco Conceiçao, passando per Kolo Muani, tutti sarebbero in dubbio. Il francese potrebbe tornare solo in prestito con diritto di riscatto, perché il Paris Saint Germain non può tenerlo, ma nelle ultime settimane è andato spesso in panchina, perché Vlahovic è il preferito. Rimarrebbe Kelly, forse una scelta non corretta a gennaio, ma il cui riscatto diventerebbe ufficiale con la qualificazione in Europa. Di più, ci potrebbe essere una sorta di rivoluzione: Cambiaso, Gatti e Yildiz rappresentano plusvalenze secche e potrebbero salutare per un'offerta adeguata, Douglas Luiz piace in Inghilterra, Vlahovic sarà a un anno dalla scadenza contrattuale e con una probabile cessione sul tavolo, per non parlare di un Milik fuori causa da giugno scorso. Un ulteriore anno zero che potrebbe coinvolgere anche la situazione societaria, nonostante Giuntoli abbia altri tre anni di contratto. Infine Igor Tudor non verrebbe confermato, ripartendo con un nuovo progetto solamente dodici mesi dopo l'ultimo.
