
Juve, il miglior acquisto è Bremer. L'aiuto del mental coach e quella promessa di Tudor
Quando si fanno i bilanci di fine stagione spesso ci si dimentica di alcuni aspetti fondamentali. Su quello della Juve pesa come un macigno l'assenza lunghissima di Gleison Bremer, l'elemento portante della difesa bianconera. E se per molti la partita della Juventus con la Reggiana è stata poco più di un’amichevole di inizio stagione, per il brasiliano è stata una di quelle giornate da ricordare. Trecento giorni dopo la serata di Lipsia, in cui si è rotto il crociato del ginocchio sinistro in seguito a uno scontro di gioco con Openda, Bremer è tornato titolare nella difesa della Juventus. E di sicuro lo sarà anche alla prima di campionato.
Assenza pesante
Sono stati 45’ liberatori nel 2-2 contro la Reggiana. Nonostante il risultato negativo i bianconeri hanno virtualmente piazzato uno dei colpi di questo mercato, recuperando uno dei migliori difensori di tutta la serie A. Un'assenza pesata tantissimo lo scorso anno. Con Bremer in campo, infatti, la Juve non ha mai perso. Dopo il suo infortunio invece di sconfitte ne sono arrivate, anche di umilianti come quella con l'Atalanta. Ci vorrà tempo, naturalmente, per ritrovare la miglior condizione, il ritmo partita. Eppure, già al suo esordio, ha dimostrato di essere un punto di riferimento imprescindibile, specialmente in un reparto che, già nella passata stagione, ha dimostrato di dipendere da lui più che dai compagni di squadra.
Il rapporto con Tudor
L’arrivo di Tudor sulla panchina della Juventus, transizione a cui Bremer non ha preso parte per via dell’infortunio, potrebbe essere una spinta ulteriore al suo pieno recupero: nei suoi sette campionati giocati in Italia, solo con Motta si è cimentato con la difesa a quattro. Lanciato titolare da Mazzarri nel Torino proprio in un derby contro quella che sarebbe diventata la sua squadra, è definitivamente sbocciato con Allegri al centro del muro a tre, modificando il suo gioco e migliorando anche nella fase di impostazione. Quest’anno con Tudor sarà centrale e riferimento, l’unico punto fermo di una squadra che deve ripartire proprio dalle poche certezze per costruirne di nuove. Il croato ha parlato spesso con Bremer: "Ti aspettiamo, per me sei il più forte". Stima reciproca tra difensori di peso e personalità.
Bremer e l’aiuto di un mental coach
L’infortunio l’ha temprato, gli ha insegnato come superare le difficoltà grazie anche all’aiuto di un mental coach, che l’ha accompagnato prima nella sua nuova avventura in bianconero, quindi nel percorso più complicato della sua carriera. Un passaggio necessario dopo i primi giorni in seguito all’intervento, un calvario: tornato in Brasile insieme alla moglie, ha dovuto imparare a farsi aiutare, a non essere autosufficiente. Un passo indietro complicato da assimilare, specialmente per chi, in campo, è abituato al contrario. Anche ieri, nell’amichevole alla Continassa, ha dovuto mettere mano agli scivoloni dei compagni, dimostrando di essere pronto: dopo l’emozione iniziale, ha cambiato letteralmente marcia quando ha visto che il ginocchio rispondeva alla grande. Ha chiuso, ha impostato, ha aiutato i compagni. Soprattutto è tornato a giocare, 10 mesi dopo quelle lacrime: "Sono stati mesi complicati, non riuscivo a fare niente da solo", ha spiegato negli ultimi mesi di convalescenza.
Sblocca la news esclusiva
Pronti, DAZN, Via!,
Scendi in campo con il Corriere dello Sport e vivi ogni giornata su DAZN
Continua a leggere con l'abbonamento Plus+ per 1 anno e prova a vincere un ABBONAMENTO DAZN ANNUALE!
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
