Spalletti e la svolta dialettica: ha abolito gli slogan

Nella conferenza di presentazione alla Continassa, il neo allenatore della Juventus cambia strategia comunicativa
Fabrizio Patania

Pubblicato il 31.10.2025, 13:40

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TORINO (dall’inviato) - Dentro una banalissima domanda legata alla partita con la Cremonese, che domani battezzerà l’esordio dell’ex ct dell’Italia sulla panchina della Juve, c’è il vero senso del cambiamento di Spalletti, se ci limitiamo all’insediamento. «Non mi piacciono gli slogan, rischiano di sostituire i fatti. Facciamo in modo che sia il rumore del pallone sul prato a lanciare il messaggio al pubblico». A Coverciano aveva imbottito di input i giocatori della Nazionale (per sua stessa ammissione) senza avere il tempo di lavorare sul campo e si era forse affidato in modo esagerato alla comunicazione, provando a tirare su l’Italia attraverso il senso di appartenenza e l’attaccamento alla maglia azzurra. Si trattava di una comunicazione “drogata” da slogan. Anche il concetto della felicità, spesso evocato dopo lo scudetto del Napoli, non è mai transitato dalle sue risposte d questa mattina alla Continassa. È come se Lucio avesse messo un punto sul passato e girato pagina nei fatti, nel modo di presentarsi.

Spalletti, ecco la svolta comunicativa

È apparso sintetico, concreto, frenato anche sulle distinzioni tra il calcio dei risultati e del gioco su cui era spesso incappato in passato. Vedremo se e quanto porterà avanti nel tempo questa inversione dialettica apparsa evidente durante la presentazione accanto a Damien Comolli, tra pochi giorni nuovo amministratore delegato della Juve. Spalletti alla Continassa dovrà far valere la legge del campo e tagliare il traguardo della Champions, obiettivo minimo, ma non ha scansato l’ipotesi di riportare i bianconeri in quota scudetto: 29 partite sono tante per provarci. È venuto per lavare la macchia azzurra e chiudere meglio, in maniera degna, una carriera trentennale che altrimenti riterrebbe sporcata dall’esonero deciso a giugno da Gravina.

Juve, 8 mesi di contratto per Spalletti

I prossimi mesi stabiliranno se qui a Torino potrà davvero aprire un ciclo a lungo termine. Il contratto è firmato sino a giugno 2026, l’opzione di prolungamento è di un solo anno (2027), ma Comolli non ha messo alcun limite. Ora Lucio deve fare in modo che il rumore del pallone torni a raccontare la Juve nel modo giusto. Le parole hanno sempre avuto un peso marginale rispetto ai risultati.