Ribaltone Juve, Comolli è a rischio per gli acquisti flop: Elkann riflette e punta tutto su Spalletti 

L’ad è in discussione per le scelte: da Openda a Zhegrova, il mercato non perdona  
Filippo Bonsignore
Filippo Bonsignore

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Pubblicato il 21.05.2026, 07:35

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Comolli in bilico. Comolli a tempo. La crisi improvvisa e inattesa che si è abbattuta sulla Juve, con un piede e mezzo abbondante fuori dalla prossima Champions a novanta minuti dalla fine del campionato, è destinata ad avere conseguenze. Ancora una volta, il progetto di rilancio del club bianconero rischia una battuta d’arresto fragorosa e stavolta decisamente più pesante che in passato. Il bilancio della stagione rischia di essere infatti fallimentare, tanto più se all’addio precoce ai sogni scudetto, che manca ormai da sei anni alla Continassa, e alla doppia eliminazione dalla Coppa Italia (il traguardo più alla portata) e ai playoff di Champions si unisse pure l’assenza il prossimo anno dal principale palcoscenico continentale. L’eventualità, a meno di regali di Milan, Roma e Como, è molto probabile e quindi l’effetto potrebbe essere quello di un nuovo tsunami capace di travolgere tutto e tutti. Nell’occhio del ciclone c’è naturalmente Damien Comolli, l’uomo cui un anno fa era stata affidata la rinascita. Il manager francese ha riorganizzato la società, ha portato idee moderne e un approccio rivolto al futuro con algoritmi e dati, ma al momento i conti non tornano. Per i risultati che mancano, certo, ma non solo. Così tutto adesso è nelle mani di John Elkann. Toccherà all’azionista di maggioranza, sempre vicinissimo alla squadra e a Luciano Spalletti durante la stagione, diradare le nubi che si addensano sulla Continassa e tracciare le linee guida per la prossima stagione. Tradotto: appena finita la stagione, e quindi nelle ore immediatamente successive al derby con il Torino che certificherà l’epilogo del percorso dei bianconeri, arriverà il momento di scegliere gli uomini per il futuro.

 

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Juve, la lunga attesa

La posizione più traballante è quella di Comolli, tanto che si susseguono i rumors di un suo possibile addio. D’altra parte, Elkann ha anche recentemente ribadito la fiducia a Spalletti, con cui ha un filo diretto fin dal suo arrivo in panchina, e ha indicato in Lucio l’uomo da cui ripartire. Difficile quindi che, anche in caso di Europa League, le idee dell’ad di Exor possano mutare. La valutazione riguarderà tutto l’operato dell’ex presidente del Tolosa: l’accentramento di potere, il ritardo nella scelta del direttore sportivo (Ottolini è arrivato soltanto a gennaio), l’inserimento di uomini di fiducia come Peter Silverstone a capo dell’area commerciale, Darren Burgess all’area performance e François Modesto nel ruolo di ds. Fino alla decisione di esternalizzare lo scouting con una consulenza alla società di Riccardo Pecini, ex ds, tra gli altri, di Samp e Spezia, che ha voce in capitolo pure nelle strategie di mercato pur collaborando anche con altri club.

Juve, le scelte e il futuro

Già, il mercato, il grande problema di Comolli. Spalletti aveva chiesto un attaccante a gennaio e il bomber non è arrivato, contribuendo a rendere ancora più gelidi i rapporti con il tecnico. Ma in generale tutti i colpi firmati dal manager francese si sono rivelati flop tecnici costosissimi. Da David a Joao Mario, da Zhegrova a Openda: decine di milioni al vento che ora rischiano di pesare con un macigno sul bilancio, specie se sarà fiaccato anche dai mancati ricavi della Champions. Comolli, quindi, a serio rischio. La palla passa a Elkann.