Juve-Suzuki, rush finale: dialoghi fitti Torino-Parigi, oggi vertice con l’agente
A capo fitto. A testa bassa. Le frasi idiomatiche che la lingua italiana regala per fotografare queste ore della Juventus sono tutte calzanti. La mattinata di ieri è andata come doveva ed era chiaro da un paio di giorni: già fatto e nel cassetto, l’accordo tra Parma e Psg sulla base di 35 milioni per Zion Suzuki è stato annunciato. Elemento che ha automaticamente innescato la fase due dell’operazione, febbrilmente in corso in queste ore. E che ha inevitabilmente messo in stand-by - al di là della formalizzazione trapelata intorno a mezzogiorno sugli accordi firmati - qualsiasi forma di ufficializzazione da parte della società parigina. Serve il finale per poi comunicare tutto nel dettaglio. E il finale, come diciamo da diversi giorni, è il prestito di Suzuki alla Juventus.
A dire il vero la giornata di ieri è trascorsa con eco sempre più insistenti da Parigi sull’accordo in dirittura tra Psg e Juventus, sul fatto che il prestito ai bianconeri fosse la soluzione preferita e ritenuta più congeniale dal club campione d’Europa. E mentre questo rimbalzava dalla Francia la Juve era chiusa in una serie di call operative.
Tutte le tappe dell'affare Juve-Suzuki
Carnevali e Massara conoscono la linea di confine che si sono dati insieme a Spalletti: la Juve vuole avere il nuovo portiere tra oggi (certo, stasera il Psg ha la Supercoppa Europea) e domani, ecco perché è in atto una vera e propria full immersion tra Torino, Parigi e l’entourage del giocatore, che in giornata sarà faccia a faccia con la dirigenza bianconera per gli accordi finali. Con Suzuki il dialogo era aperto da un po’, da quando la Juve aveva pensato di comprarlo, per poi rendersi conto che la valutazione del Parma rappresentava un ostacolo in questa fase di mercato. Da lì è scaturita l’idea che, trovando sulla sua stessa strada il Psg, con cui stava chiudendo Kolo Muani, non si è ritenuto - per motivi pratici e di opportunità - riaprire un fronte critico sul piano dei rapporti appena ricomposto. Ne è nata una opportunità per entrambi i club: da un lato il Psg poteva assicurarsi in anticipo il portiere al quale, oltre la stima tecnica, sarà affidato anche un ruolo strategico nelle attività di marketing dei parigini in Asia, dall’altro la Juve poteva risolvere la questione aperta nel ruolo con un ok molto sostenuto da parte di Spalletti e accendere questo prestito.
Tanto per voler ribadire come stanno le cose i dialoghi tra Juve, Psg e Suzuki sul tema, vanno avanti da un po’ di giorni. Ora c’è l’accelerazione necessaria per definire i dettagli dell’intesa. Di mezzo c’è stata anche la riflessione di Suzuki al quale le parti si sono sentite in dovere di spiegare formula, intenzioni e ragioni di questo passaggio indiretto. Oggi al Psg se non esce Chevalier (pagato 55 milioni bonus inclusi un anno fa dal Lilla), posto per Zion non c’è. E l’uscita del portiere francese, sarà meglio programmarla e gestirla in una stagione, la prossima.
Alisson idea del futuro per la Juve
La formula pensata per Suzuki alla Juve è quella del prestito: l’idea dei bianconeri è secco, bisogna capire come si arriverà a tutelare tutte le parti in causa. Se ne sta parlando in modo definitivo. In questa situazione, Vicario resta l’opzione oggettivamente più sfumata in queste ore (l’accordo per il prestito e riscatto a 15 milioni è lì, nel cassetto). Di Gregorio ha una prospettiva OM viva (ma i francesi possono solo fare un prestito), la Juve del futuro (quindi 2027-28) con Suzuki al Psg, potrebbe avere Alisson tra i pali: il brasiliano, con il quale ci sono stati contatti frequentissimi quando si pensava di poterlo imbarcare in questa stagione a Torino, ritroverebbe Massara e Spalletti avuti a Roma. Che arrivi da svincolato tra un anno è una possibilità concreta.
Poi la Juve deve pensare al difensore (Lucumi vuole i bianconeri, ma ancora non c’è intesa con il Bologna), un’altra punta (Zirkzee: David ha la Premier anche se Campos, che lo prese al Lilla, ha una mezza idea di riprenderlo e portarlo al Psg) e forse (con le pretese abbassate) un centrocampista, l’ivoriano Kessie.
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