Antichi difetti, la Juve non sa più segnare: ora si aspetta Woltemade

Stona il digiuno di Kolo Muani, ancora a quota zero reti dopo 270 minuti: i dettagli
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Filippo Bonsignore
Filippo Bonsignore

4 min

Pubblicato il 10.09.2026, 08:58

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Juve, ora servono i gol. I primi 270 minuti della stagione hanno cristallizzato un problema che la Signora si porta dietro da tempo, la fatica nel riuscire a concretizzare la mole di gioco prodotta. Tante occasioni, poche reti; un aspetto che ha influito sull’epilogo dello scorso campionato e che Spalletti sta cercando di correggere. Le statistiche delle prime tre giornate confermano il trend: tra le prime sei in classifica, i bianconeri vantano la percentuale realizzativa più bassa. Solo il 7,3% delle occasioni create viene convertito, tanto che il riassunto racconta di 4 gol realizzati su 55 conclusioni tentate. La percentuale migliore è del Frosinone che ha un tasso di conversione del 16,67% (6 gol su 36 tiri); tra le capolista, la Roma è al 14,08% (10 reti su 71 tiri), l’Inter al 10,96% (8 su 73), la Lazio al 9.09% (4 su 44). Per la Juve, il problema non è tanto di produzione di chance quanto di concretizzarle, come conferma il dato degli xG: per 4 gol effettivamente segnati, c’è un ammontare di 5,35 gol attesi; i gol “persi per strada” sono quindi 1,35 e la Juve è quinta in questa speciale graduatoria. Peggio hanno fatto solo Fiorentina (-3,15), Venezia (-3,02), Bologna (-2.71) e Lecce (-2).

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Juve, all'attacco con Woltemade

La radiografia dei 4 centri bianconeri racconta che la squadra di Spalletti ha segnato due volte con i difensori (Bremer contro il Frosinone e Gatti contro il Milan), una con i centrocampisti (Koopmeiners contro il Parma) e una con gli attaccanti (Nico Gonzalez sempre contro gli emiliani). Manca l’apporto del reparto offensivo, anche se non si può non considerare il peso delle assenze (prolungate) di Yildiz, Boga ed Ekhator e il rinnovamento del reparto negli ultimi giorni del marcato, con l’addio di David e l’innesto di Woltemade. Così come rappresentano un fattore i 4 pali colpiti in 3 giornate (due da Conceiçao, uno da Kalulu e Nico Gonzalez). Stona il digiuno di Kolo Muani, ancora a quota zero reti dopo 270 minuti. Il francese ha giocato per intero le prime tre, non riuscendo però a segnare nonostante 8 tiri totali e una quota di xG di 1,54 gol attesi, settimo tra gli attaccanti della serie A. Spalletti auspica che l’ex Psg ritrovi in fretta il feeling con la porta: «Sono salito sul carro di Kolo Muani perché è un grande calciatore e non scendo. Sto sul carro fino in fondo e vedremo dove ci porterà a fine campionato». Oltre a Randal, Lucio attende un contributo significativo da Nico Gonzalez, Conceiçao, Zhegrova e da Alajbegovic, lanciato per la prima volta titolare contro il Milan. Con il Sassuolo le prime risposte.