Woltemade, tocca a te: Spalletti sta pensando ad una mossa contro il Sassuolo. E la Juve freme
TORINO - È l ’ora di Woltemade. «O prima o dopo domani sarà della partita» assicura Luciano Spalletti. La Juve vuole scoprire sempre di più il suo nuovo attaccante, arrivato quasi sul gong del mercato: un primo assaggio si è avuto contro il Milan con l’ingresso nella ripresa e una manciata di minuti promettenti in cui il tedesco ha sfiorato anche il gol. Lucio l’ha preferito a Zirkzee per la sua fisicità imponente (è alto 198 centimetri) unita a una qualità non comune per un giocatore di tale stazza. Uomo d’area di rigore, sì, ma anche calciatore rapido e agile nei movimenti con il pallone, in grado di assicurare una duttilità tale che gli può permettere di giocare anche alle spalle della prima punta, Kolo Muani in questo caso, e aprire spazi. «Il suo inserimento è già stato fatto - assicura il tecnico - si è fatto apprezzare da tutti fin dal primo allenamento. Ci ha fatto vedere che sa stare in campo e ricoprire più ruoli». Quindi il suo momento sta per scoccare, che sia dal via o a gara in corso poco cambia.
Spalletti si attende da Nick quell’apporto che è mancato la scorsa stagione e che ha fortemente richiesto sul mercato. Fisicità, capacità tecnica, occupazione dell’area di rigore. «Sicuramente - racconta Woltemade a Dazn - posso giocare come numero 10 alle spalle della punta, muovendomi intorno come ho fatto allo Stoccarda e come ho già fatto contro il Milan con Kolo Muani, ma siamo intercambiabili». Il gigante di Brema è cresciuto nel Werder e poi è sbocciato allo Stoccarda e all’Europeo Under 21 del 2025, trampolino di lancio verso il trasferimento milionario (80 più bonus) al Newcastle. In Premier League ha collezionato 11 gol e 5 assist in 51 presenze - tre reti sono state realizzate di testa, le altre tutte con il destro (compreso un rigore) - ma la sua stagione è andata avanti sull’altalena. La Juve è l’occasione del riscatto ma anche l’opportunità del grande salto della carriera.
Woltemade come un cavallo frisone
Spalletti crede molto in lui tanto da paragonarlo a un cavallo frisone, per le caratteristiche di fisicità e potenza. Nick è stato subito conquistato dal tecnico: «Quando l'ho incontrato per la prima volta con la mia famiglia abbiamo pensato tutti una sola cosa - racconta a Dazn -. Ha un'aura enorme, sembra calmo, ma è molto chiaro in quello che vuole dentro e fuori dal campo. Mi sta aiutando tanto per farmi migliorare. Sono sicuro che diventerò un giocatore migliore con lui. Il paragone con il cavallo? Non ho mai visto quella razza in Germania, ma so che l'intento era descrivermi come un giocatore alto, ma bravo con la palla, un bravo ragazzo che sta bene con tutti. Spero un giorno di vederlo dal vivo questo cavallo, per ora posso fidarmi e credergli sulla parola». Un sorriso e via. Più calzante sembra il paragone con Ibrahimovic, cui lo stesso Nick ha detto di ispirarsi: «Mi è sempre piaciuto guardarlo perché anche lui è molto alto e ha una buona tecnica - aveva ricordato durante i suoi primi giorni a Torino. Inoltre, mi piace anche Kai Havertz, che è anche un mio amico». Ai tempi dello Stoccarda era stato soprannominato “Woltemessi” per il suo bagaglio tecnico e ora intende tornare all’antico splendore: «Spero di poter replicare la stagione 24-25 allo Stoccarda in cui ho segnato 17 gol e ho vinto la Coppa di Germania».
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