Ramires, il progetto della Lazio
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Ramires, il progetto della Lazio

Il brasiliano ha disertato il ritiro: vuole l’Europa. La mezzala sta provando a svincolarsi dallo Jiangsu, può arrivare solo a zero. Lotito investirebbe sul maxi-ingaggio

AURONZO - Tutto previsto, reazioni scontate: «Ramires? Alla Lazio? Impossibile». Nell’estate degli stupori, del “mai dire mai”, di Ancelotti al Napoli, di Ronaldo alla Juve, non è da escludere che la Lazio di Lotito riesca a centrare il colpo Ramires riconoscendo al brasiliano un contratto faraonico, un maxi-ingaggio fuori budget, mai così ricco, impensabile. In Brasile ci hanno preso. La Lazio pensa a R7 (R come il nome, 7 come il numero preferito). La mezzala ex Chelsea è l’asso scelto per l’eventuale sostituzione di Milinkovic. È gestito da Kia Joorabchian e Giuliano Bertolucci, sono gli stessi manager di Leiva e Felipe Anderson e possono favorire l’operazione. Hanno chiuso la cessione di “Pipe” al West Ham, possono chiudere un’operazione in entrata con Lotito e Tare. La Lazio lavora sempre a fari spenti, lascia “sfogare” gli altri club sul mercato, sembra ferma, piazza i suoi colpi al momento che ritiene più opportuno. E spesso stupisce.

IL PIANO - L’affare Ramires è legato a Milinkovic. Se Sergej resterà, non se ne farà niente. Ma torniamo alla domanda iniziale. Perché Ramires, ingaggio da 11 milioni in Cina, può dire sì alla Lazio? 1) Vuole lasciare l’Oriente, lo ha detto a chiare lettere nei giorni scorsi: «Torno in Europa». 2) In Cina c’è una tassazione particolare, non sono esentati gli 11 milioni percepiti da Ramires. Il governo sta cercando di rallentare il fenomeno dei maxi-ingaggi. 3) Il centrocampista sta provando a svincolarsi da Suning. Questo è vero: ci sono possibilità che il colpo riesca, ma anche che salti.

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