Lazio, le verità di Simone Inzaghi
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Lazio, le verità di Simone Inzaghi

Dentro i pensieri e il punto di vista del tecnico biancoceleste sulla Champions: cinque grandi davanti perché investono di più e pagano stipendi elevati. Ora bisogna alzare le motivazioni e ripartire forte con la Spal

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ROMA - Ci crede e ha già invitato la Lazio a conservare il quarto posto, a patto di mantenere compattezza, alzare le motivazioni, esprimere furore agonistico e un’abnegazione totale. Rialzarsi e ripartire con la Spal, proseguire nel ritorno di Europa League con l’OM e poi nella trasferta al Mapei con il Sassuolo, perché l’obiettivo è superare la soglia delle 50 partite stagionali (compresa la Coppa Italia) come l’anno scorso anche se la salita potrà sembrare più ripida. Simone Inzaghi lo ripeterà sabato in conferenza stampa, ma lo aveva già spiegato il giorno prima di affrontare l’Inter, ricordando per l’ennesima volta come ci fossero cinque squadre più forti della Lazio e «difficili da superare», comprese Roma e Milan, a cui attribuisce un valore complessivo superiore. Sotto questo aspetto è rigido, fermo, inflessibile, nonostante a volte la comunicazione possa aiutare a creare positività, unione di intenti, risultati complicati da raggiungere. Il gap lo giustifica in termini di ingaggi e di acquisti. Le big spendono di più e pagano stipendi superiori. (...)

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