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Acerbi: "Alla mia Lazio manca la cattiveria"

Dal ritiro della nazionale il difensore biancoceleste analizza il momento della sua squadra: "Giochiamo bene, ma ci servirebbero voglia e determinazione". Poi sul ct Mancini: "Mi piace il suo gioco aggressivo"

FIRENZE – Dal ritiro di Coverciano, dove sta lavorando con la nazionale in vista delle sfide con Grecia e Liechtenstein, Francesco Acerbi analizza pregi e limiti della sua Lazio: “Giochiamo bene, creiamo tanto, perdiamo gare che non dovremmo perdere – dice il difensore biancoceleste in conferenza stampa - ci manca quel gradino che ci porta a fare il salto di qualità che ora non c'è. Abbiamo grandi giocatori, ma ci manca la voglia di portare a casa il risultato, quella determinazione che contraddistingue le squadre top. Con cattiveria e voglia di raggiungere obiettivi, con la voglia di vincere o anche di pareggiare, non puoi prendere due gol dopo aver dominato. Una squadra come la nostra non può”.

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Acerbi: "Che bello giocare a Roma"

Il discorso si sposta poi sulla nazionale, che sabato giocherà contro la Grecia, a Roma: “E' importante che la nazionale giochi a Roma dopo tanti anni - ha sottolineato Acerbi - ci aspettiamo tanto pubblico. Speriamo di vincere, far divertire la gente e speriamo di chiudere il cerchio qualificandoci. Sarà una bella cornice: entrare con la maglia della nazionale nello stadio della città in cui giochi con il club ti dà un'emozione in più”. Acerbi non vuole mancare all’Europeo 2020: “Voglio dimostrare sul campo, con la Lazio e qui con mister Mancini, la mia voglia d'andarci”. D’altronde il gioco del ct Mancini gli piace: “Mi piace l'aggressività, tenere palla nella metà campo avversaria, spingere e attaccare sempre. Siamo un gruppo giovane e di talento, scherziamo, ma quando lavoriamo lo facciamo seriamente. Mancini ci ha trasmesso serenità e valorizza le qualità dei giocatori in campo facendoci divertire con un gioco offensivo. Rappresentare poi gli italiani è un orgoglio: cerchi sempre di mettere qualcosa in più per far bene con questa nazionale, che è il massimo per ogni calciatore”.

Le differenze tra Immobile e Belotti

Infine, interpellato sulle differenze tra Immobile e Belotti, Acerbi spiega: “Sono due grandi attaccanti, per certi versi simili. Ciro è più di movimento, ha la grande capacità di smarcarsi in difesa, si allarga per poi puntare, ha un grande strappo in velocità e davanti al portiere è letale. Belotti ha grande gamba, fisico, non molla mai, cerca sempre di crearsi la possibilità di far gol. Sono due di movimento, non statici: per un difensore è più facile marcare uno anche fortissimo, ma statico che due ragazzi capaci di attaccare la profondità e di smarcarsi bene come loro”.

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