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Furia Immobile: "Assurdo, io e Dzeko a Villa Borghese: siamo discriminati"

L'attaccante della Lazio si schiera con Lotito e critica il decreto del Governo sugli allenamenti: "Chiediamo il motivo per cui non possiamo allenarci a Formello"

Furia Immobile:
© Bartoletti

ROMA - Si fa sentire anche Ciro Immobile sulla questione degli allenamenti. La Lazio è tutta allineata, non è andata giù la scelta del Governo di poter andare a correre nei parchi e in strada e non nei centri sportivi. Il bomber biancoceleste, ai microfoni di Lazio Style Radio, ha detto la sua con amarezza: “Sono d’accordo e in linea con quello detto dalla società e dai compagni. Lotito ha parlato giusto: possiamo andare a correre io e Dzeko a Villa Borghese e non a Formello dove ci sono sei campi. Assurdo. Nel centro sportivo possiamo allenarci da soli, con tante ingressi ed uscite di servizio. Una situazione discriminatoria. Molti compagni di squadra stanno vivendo il momento da soli, senza famiglia, senza modo di farle rientrare dall’estero. Aspettiamo notizie, speriamo che si possa iniziare e far distrarre la gente. Ho sentito e letto molti commenti di persone che sono per sì, altri per il no. Vogliamo riprendere, con il permesso dello Stato, in massima sicurezza. La gente credo abbia voglia tornare a divertirsi guardando qualcosa in tv come il calcio".

Possibile stop

“Sono convinto che Lotito, Tare, i miei compagni non stanno facendo polemica. Noi tutti vogliamo solo capire il perché non possiamo allenarci a Formello, ma sì nei parchi pubblici. Se non c’è l’intenzione di ripartire con il campionato ce lo dicessero, anche molti miei colleghi di altre squadre non vedono l'ora di tornare in campo. Di quelli che conosco io, e sono tanti, nessun altro calciatore è contrario alla riapertura. Non voglio fare polemica, ma potrà essere motivo di sfogo, di divertimento per le persone in questo momento difficile. Se ci sono le condizioni, è giusto ripartire".

Il lato economico

"Il margine si è assottigliato in vista della ripresa. Dal punto di vista economico non penso solo alla Serie A, poche società hanno problemi con gli stipendi. Penso invece alla B, alle serie minori, alla gente che lavora nel calcio. Come riaprono alcune attività, il salumiere, il barbiere, è giusto far ripartire anche il calcio. Qui c’è gente che lavora per 1000 euro al mese, e ovviamente non mi riferisco ai calciatori. Ma penso ai giornalisti, alle persone che lavorano dentro al mondo del calcio che non guadagneranno. Ho preferito tacere sui social per non essere messo in mezzo. Scarpa d’Oro, capocannoniere, Lazio seconda? Non mi frega nulla. Voglio tornare perché amo questo sport, voglio giocare, mi manca. Ripartendo in sicurezza. Non voglio andare contro nessuno, ma chiedo spiegazioni da cittadino italiano. Faccio un lavoro, aspettiamo notizie sul da farsi. Anche l'AIC e l'AIAC sono in attesa di sapere cosa accadrà, non voglio puntare il dito contro nessuno. Spero che si possa tornare a giocare, siamo pronti a giocare con il caldo ogni tre giorni. Così la gente si diverte visto che non potrà andare in vacanza. Con la mia famiglia abbiamo rispettato ogni diktat. La quotidianità? Siamo tranquilli. Cucino, poi gli allenamenti, tv, PlayStation. Abbiamo visto La Casa di Carta in un giorno, ora voglio far vedere Romanzo Criminale a Jessica, lei ama questo genere, è una grande appassionata di Gomorra".

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